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Espropriazione contro il terzo proprietario: il litisconsorzio è necessario!

Nelle opposizioni relative ad espropriazioni contro il terzo proprietario, sussiste la necessità del litisconsorzio tra debitore principale, terzo proprietario e creditore.

In questi termini si è espressa la terza sezione della Cassazione civile con la sentenza n. 28526/2018 che, rigettando il ricorso del quale è stata investita e confermando la pronuncia della Corte d’Appello, si è conformata alla giurisprudenza di legittimità ormai consolidata sul punto.

Il caso in commento trae origine dall’impugnazione della pronuncia con la quale la Corte d’Appello aveva dichiarato la nullità della sentenza del Tribunale per il mancato coinvolgimento, in giudizio di opposizione promosso dal terzo proprietario, del debitore principale.

Infatti, mentre il Tribunale aveva accolto l’opposizione proposta dal terzo proprietario, ai sensi dell’art. 615 c.p.c., avverso l’esecuzione immobiliare, la Corte d’Appello dichiarava la nullità della sentenza di primo grado per il motivo di cui sopra.

Avverso tale pronuncia, proponeva ricorso per Cassazione il terzo proprietario lamentando, tra l’altro, l’illegittimità della sentenza impugnata nella parte in cui stabiliva che, nel giudizio di opposizione proposto dal terzo proprietario dell’immobile, la pretermissione del debitore principale comportasse la nullità della sentenza di primo grado e la remissione della causa al primo giudice.

Sul punto, la Suprema Corte, confermando il proprio tradizionale e consolidato orientamento, ha ribadito la “necessità del litisconsorzio, nelle opposizioni relative ad espropriazioni contro il terzo proprietario, fra debitore principale o diretto, terzo proprietario esecutato e creditori, per l’evidente interesse di tutti, anche del secondo di quelli per doverne rispondere nei confronti dell’esecutato, all’esatta determinazione del credito  e perfino anche soltanto delle garanzie invocate” (cfr. ex multis: Cass. Civ. n. 29748/2011; Cass. Civ. n. 6546/2011; Cass. Civ. n. 2333/2017; Cass. Civ. 26523/2017; Cass. Civ. 17113/2018).

Cass., Sez. III Civ., 8 novembre 2018, n. 28526

Nicolò Izzi – n.izzi@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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