L’interesse è concreto. Se non ripeti, che interesse c’è?

Sezione specializzata e compensi degli amministratori

Le vertenze tra una società di capitali ed un suo consigliere d’amministrazione, aventi per oggetto domande di condanna della società al pagamento di somme (compensi) dovute per l’esercizio delle funzioni di consigliere, non sono da considerarsi soggette al rito processuale del lavoro, bensì a quello ordinario.

Più precisamente, tenuto conto della ripartizione tra funzioni interne del Tribunale, la causa deve radicarsi dinanzi la sezione specializzata in materia di impresa.

Ciò in quanto non trattasi di rapporto di lavoro subordinato né parasubordinato.

Il consigliere, infatti, membro del consiglio di amministrazione di una società di capitali, anche per effetto del principio di immedesimazione organica e del rapporto societario con l’ente “serve ad assicurarne l’efficiente agire sociale e non è pertanto assimilabile ad un contratto d’opera, di mandato né ad un rapporto connotato da (para)subordinazione”.

D’altra parte, questo orientamento pare in linea con l’indirizzo giurisprudenziale prevalente (e che l’attore pretendeva di non condividere) rappresentato in primis da Cass. S.U., n. 1545 del 2017.

Tribunale di Milano, 12 giugno 2018, n. 6628

Maria Giulia Furlanetto – m.furlanetto@lascalaw.com

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