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Gli effetti sui procedimenti pendenti della procedura di insolvenza

L’articolo 15 del Regolamento (CE) n. 1346/2000 del Consiglio, del 29 maggio 2000, relativo alle procedure di insolvenza, dev’essere interpretato nel senso che esso si applica a un procedimento, pendente dinanzi a un Giudice di uno Stato membro, avente ad oggetto la condanna di un debitore al pagamento di una somma di denaro, dovuta in base a un contratto di prestazione di servizi, nonché la condanna a un risarcimento pecuniario per inadempimento dello stesso obbligo contrattuale, nel caso in cui tale debitore sia stato dichiarato insolvente in una procedura di insolvenza avviata in un altro Stato membro e tale dichiarazione di insolvenza riguardi tutto il patrimonio del debitore.

Ai sensi dell’articolo 4, paragrafo 1, del Regolamento n. 1346/2000, la legge applicabile alla procedura di insolvenza ed ai suoi effetti è quella dello Stato membro di apertura della procedura di insolvenza. Tale articolo fissa, quindi, la norma generale di diritto internazionale privato applicabile alle procedure di insolvenza transfrontaliere nonché ai loro effetti.

In deroga a tale norma, l’articolo 15 del suddetto Regolamento prevede che gli effetti della procedura di insolvenza su un procedimento pendente, relativo a un bene o a un diritto del quale il debitore sia spossessato, siano disciplinati esclusivamente dalla legge dello Stato membro in cui il procedimento è pendente.

In merito, la Corte di Giustizia ha avuto modo di precisare che, in primo luogo, l’articolo 15 del Regolamento n. 1346/2000 debba, da un lato, essere letto in combinato disposto con l’articolo 4, paragrafo 2, lettera f), del medesimo Regolamento, che distingue i “procedimenti pendenti” dalle altre azioni giudiziarie individuali (Sentenza del 9 novembre 2016, ENEFI, C 212/15, EU:C:2016:841, punto 32). Orbene, quest’ultima disposizione non indica in alcun modo che un procedimento pendente debba riguardare un bene o un diritto determinato. L’utilizzo dell’espressione generica “procedimento pendente” conferma, al contrario, che l’articolo 15 del Regolamento n. 1346/2000 si applichi ai procedimenti pendenti relativi non soltanto a un diritto o ad un bene determinato ma, in senso più ampio, a un bene o a un diritto rientrante nella massa fallimentare.

Dall’altro lato, occorre rilevare che i beni o i diritti “dei quali il debitore è spossessato”, ai sensi dell’articolo de quo, sono quelli di cui esso è spossessato a causa dell’apertura della procedura di insolvenza. Orbene, conformemente all’articolo 16, paragrafo 1, di detto Regolamento, la decisione di apertura di tale procedura di insolvenza è riconosciuta in tutti gli altri Stati membri non appena essa produca effetto nello Stato in cui la procedura è aperta. Pertanto, la nozione di “beni o diritti dei quali il debitore è spossessato” designa non soltanto quelli determinati del debitore ma, piuttosto, l’intera massa fallimentare del debitore risultante dall’apertura della procedura di insolvenza.

In secondo luogo, va rilevato che sarebbe contrario all’obiettivo perseguito dal Regolamento – consistente nel migliorare l’efficacia e l’efficienza delle procedure di insolvenza che presentano implicazioni transfrontaliere – obbligare il Giudice adito, per quanto concerne i procedimenti giudiziari vertenti su un obbligo pecuniario, ad applicare in corso di causa una legge straniera al solo scopo di determinare gli effetti dell’apertura di una procedura di insolvenza in un altro Stato membro su tale procedimento. Ciò rischierebbe di ritardare la decisione di detto Giudice relativa alla constatazione e alla fissazione dell’importo di un eventuale credito e, se del caso, di impedire al creditore di chiedere in tempo utile l’ammissione del suo credito nella massa passiva formata nell’ambito di tale procedura di insolvenza.

Da quanto precede, risulta evidente come l’ambito di applicazione dell’articolo 15 del Regolamento n. 1346/2000 non possa in alcun modo essere circoscritto ai soli procedimenti pendenti relativi a un bene o ad un diritto determinato del quale il debitore è spossessato.

Corte di Giustizia UE, 06 giugno 2018

Silvia Alessandra Pagani – s.pagani@lascalaw.com

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