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Quando il consumatore non gioca in casa

La Corte di Legittimità, con un’ordinanza emessa in data 16 maggio 2018, ha confermato l’indirizzo secondo cui in presenza di un contratto di fideiussione, ai fini dell’applicabilità della specifica normativa in materia di tutela del consumatore, il requisito soggettivo della qualità di consumatore deve riferirsi all’obbligazione garantita, cui quella del fideiussore è accessoria.

Corollario di tale deduzione è la necessità di ritenere valida la clausola derogativa della competenza territoriale, contenuta nel contratto di fideiussione, quando il debitore principale è un soggetto non qualificabile come consumatore ai sensi dell’art. 3 del Codice del Consumo.

Nel caso esaminato dai giudici di legittimità, i ricorrenti, garanti di una Società di capitali (S.r.l. poi fallita), avevano proposto opposizione a decreto ingiuntivo, eccependo in via preliminare l’incompetenza territoriale del giudice adito, ovvero il Tribunale di Milano, in favore del Tribunale di Varese, luogo di residenza degli stessi.

A detta dei fideiussori la clausola contenuta nei negozi di garanzia che attribuiva la competenza al Foro di Milano in luogo del Foro di Varese, era in evidente contrasto con la disciplina del Foro del Consumatore, atteso che i medesimi garanti erano persone fisiche non esercenti attività imprenditoriale o professionale.

La Corte di Cassazione, sul punto, ha confermato quanto già precisato dai Giudici di merito.

Difatti, secondo un orientamento consolidato della Corte di Legittimità, sussiste una vis attrattiva della qualità del debitore principale rispetto alla qualità del garante, posto che la caratteristica dell’obbligazione fideiussoria è proprio l’accessorietà rispetto al rapporto fondamentale, per cui “in presenza di un contratto di fideiussione, ai fini dell’applicabilità della specifica normativa in materia di tutela del consumatore […] il requisito soggettivo della qualità del consumatore deve riferirsi all’obbligazione garantita, sicché, difettando tale condizione, è valida la clausola derogativa della competenza territoriale contenuta nel contratto di fideiussione per le esposizioni bancarie di una società di capitali stipulato da un socio o da un terzo” (principio già affermato da Cass. 16827/2016; 25212/2011; 10107/2005).

Cass. Civ., Sez. III, 11 ottobre 2018, ordinanza n. 25155

Alessandra Gambadauro – a.gambadauro@lascalaw.com

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