Vado a stare da papà

Dalla tettoia al terrazzo, la trasformazione non comporta aggravamento della servitù

La trasformazione di una copertura in lamiera in un terrazzo non costituisce aggravamento della servitù di veduta sul fondo contiguo. La maggior comodità all’affaccio non comporta una conseguente alterazione della precostituita servitù, è questo quanto ha stabilito con ordinanza del 23 novembre 2017 la Suprema Corte.

Il caso di specie ha visto i proprietari del fondo servente agire in giudizio lamentando un aggravamento della servitù di veduta sul proprio fondo da parte del proprietario del fondo dominante. Tale aggravamento sarebbe consistito nell’aver trasformato una tettoia calpestabile, ricoperta in lamiera ondulata, in un terrazzo.

Gli attori lamentavano che tale trasformazione, rendendo maggiormente fruibile tale superficie al proprietario del fondo dominante, avrebbe conseguentemente comportato un aggravamento della servitù preesistente.

Nel giudizio emergeva che tale spazio, nonostante fosse precedentemente coperto con lamiera ondulata, era da sempre stato usato, sebbene occasionalmente, dai proprietari che così facendo avevano esercitato la veduta e l’affaccio sul fondo servente.

Le doglianze degli attori, disattese in primo e secondo grado, sono state ulteriormente rigettate dalla Seconda Sezione Civile, la quale, nel solco già tracciato da precedenti decisioni (Cass., sez. II, 21 febbraio 1995, n. 1899; Cass., sez. II, 8 agosto 2002, n. 11938) ha affermato che “la possibilità di restare in maniera più comoda ad esercitare una veduta non costituisce un aggravamento della servitù dio veduta”, nemmeno quando si tratti di una trasformazione di un precedente affaccio occasionale.

Cass., 23 novembre 2017, n. 27909 (leggi l’ordinanza)

Emanuele Varenna – e.varenna@lascalaw.com

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