Collegio Sindacale: non indugiare, agisci!

Arbitrato societario: la sorte della clausola binaria

Con sentenza n. 23550 del 9 ottobre 2017, la sez. I della Cassazione Civile ha statuito che la clausola compromissoria prevista dallo statuto di una società è nulla nel caso in cui preveda che la nomina degli arbitri chiamati a dirimere una controversia, sorta tra soci o tra soci e società, sia affidata alle parti stesse e non a soggetto terzo rispetto alla società.

Nel caso in esame, lo statuto di una S.r.l. prevedeva al suo interno una clausola compromissoria in virtù della quale la competenza a dirimere le controversie insorte tra società e soci si demandava a un collegio di arbitri nominati uno da ciascuna delle parti ed un terzo ad opera dei due arbitri già nominati (c.d. clausola binaria).

La Suprema Corte viene pertanto chiamata a decidere in materia di validità delle clausole binarie alla luce della riforma di cui al D.lgs. n. 5 del 2003, secondo il quale, a pena di nullità, la nomina degli arbitri deve essere demandata a un soggetto terzo ed estraneo rispetto alla società (art. 34, D.lgs.).

Detta clausola binaria, stipulata antecedentemente rispetto alla riforma ex D.lgs. 5/2003, viene dichiarata affetta da nullità rilevabile d’ufficio in quanto in conflitto con quanto disposto dal testo della riforma.

La Corte di Legittimità contrasta la decisione di secondo grado la quale si fondava su due argomenti; in primo luogo sull’accoglimento della tesi del c.d. “doppio binario” con la relativa, possibile, conversione dell’arbitrato endosocietario in arbitrato di diritto comune, ed in secondo luogo sulla presunta irretroattività della disciplina di cui al D.lgs. 5/2003.

I giudici di legittimità con riferimento alla tesi del c.d. doppio binario osservano “che essa è in contrasto con il più recente, ma consolidato, orientamento di questa Corte, cui questo collegio ritiene di aderire, secondo cui la clausola compromissoria contenuta nello statuto societario, la quale non preveda che la nomina degli arbitri debba essere effettuata da un soggetto estraneo alla società è nulla anche ove si tratti di arbitrato irrituale, ed è affetta, sin dalla data di entrata in vigore del citato D.lgs. n. 5 del 2003 da nullità sopravvenuta rilevabile d’ufficio (Cass. 17.2.2014, n. 3665; 28.7.2015 n. 15841). Questa Corte ha infatti affermato che non può accettarsi la tesi del c.d. – doppio binario, secondo cui l’arbitrato previsto dalle predette clausole si convertirebbe da arbitrato endosocietario in arbitrato di diritto comune, dal momento che la nullità comminata dall’art. 34 è volta a garantire il principio di ordine pubblico dell’imparzialità della decisione”.

Circa la presunta irretroattività della riforma la Cassazione sostiene che è “…infatti vero che il D.lgs. n. 5 del 2003, art. 41, rende inapplicabile la nuova normativa processuale ai giudizi pendenti, ma nella specie, trattandosi, pacificamente, di clausola di arbitrato irrituale, non si tratta di tale ipotesi, bensì del compimento di un’attività negoziale che, dal momento dell’entrata in vigore del D.lgs. n. 5 del 2003, risulta inficiata da nullità, per contrarietà ad una norma imperativa sopravvenuta”.

La Suprema Corte continua sostenendo che nel caso di specie trova applicazione il “…principio, più volte espresso (…), secondo il quale, qualora nel corso di esecuzione di un rapporto sopravvenga una norma che sancisce la nullità del contratto o di una clausola dello stesso, la sanzione di nullità incide sul rapporto, non consentendo la produzione di ulteriori effetti”.

Alla luce di quanto sopra, i giudici di legittimità hanno quindi dichiarato la nullità della clausola compromissoria che consente alle parti di nominare gli arbitri chiamati a dirimere la controversia sorta tra le stesse parti.

Cass., Sez. I Civ., 9 ottobre 2017, n. 23550 

Alessandro Passanisi – a.passanisi@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Not in my name: il falsus procurator di società di capitali

Il Tribunale di Milano ha stabilito che non è fraudolenta la fusione tra due società in liquidazio...

Corporate

L'indennità di occupazione è percepita dal Custode giudiziario

La riduzione facoltativa del capitale sociale, per perdite pari od inferiore ad un terzo, non è con...

Corporate

L’interesse è concreto. Se non ripeti, che interesse c’è?

L’accettazione della carica di amministratore comporta necessariamente l’obbligo, in capo al med...

Corporate

X