Accertamento dell’insolvenza: fatti diversi…sentenza diversa!

Rilevante il bilancio d’esercizio depositato dopo la sentenza dichiarativa di fallimento

Nell’ambito del giudizio di reclamo alla sentenza dichiarativa di fallimento è consentita la produzione di nuovi documenti ed il fallito può indicare per la prima volta in tale sede i mezzi di prova di cui intende avvalersi.

Con la sentenza in commento, la Cassazione ha affermato che l’impugnazione della sentenza dichiarativa di fallimento permette la produzione di nuovi documenti ed il fallito può indicare per la prima volta in sede di reclamo i mezzi di prova di cui intende avvalersi, al fine di dimostrare la sussistenza dei limiti dimensionali di cui all’art. 1, comma 2, L.F.

Con ciò non potendosi, quindi, escludere la rilevanza e la producibilità del bilancio depositato ai fini di pubblicità-notizia nel registro delle imprese dopo il primo grado di giudizio.

La Cassazione, tuttavia, ha cura di ricordare come i bilanci, sebbene costituiscano una prova imprescindibile, non assumano il valore di prova legale ai fini della dimostrazione, da parte dell’imprenditore, della sussistenza dei requisiti di non fallibilità. Sicché il bilancio ben può essere ritenuto motivatamente inattendibile dal Giudice, rimanendo poi l’imprenditore onerato della prova circa la ricorrenza dei requisiti di non fallibilità.

La Suprema Corte ha, così, accolto il ricorso presentato avverso la sentenza della Corte d’Appello di Milano la quale aveva respinto il reclamo avverso la sentenza dichiarativa di fallimento, cassando la sentenza impugnata con rinvio al giudice del merito, affinché possa procedersi al dovuto esame della documentazione prodotta.

Con ciò ritenendo non applicabile alla fattispecie quanto previsto dall’art. 45 L.F. – norma posta, invece, a fondamento della pronuncia della corte territoriale – in tema di inefficacia rispetto ai creditori delle formalità volte a rendere opponibili gli atti ai terzi compiute dopo la data della dichiarazione di fallimento.

Cass., Sez. VI – 1, 07 settembre 2017, n. 20918

Roberta Maria Pagani – r.pagani@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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