Via libera alla esdebitazione anche se il creditore è insoddisfatto

Per usufruire dell’esdebitazione, non è necessario che tutti i creditori, anche chirografari, abbiano ottenuto una sia pur minima percentuale del loro credito.

Con la sentenza n. 9971 del 20 aprile 2017, la Cassazione ha confermato – richiamando numerosi precedenti in tema di esdebitazione – il significato da attribuirsi alla previsione di cui all’art. 142, comma 2, l.f.

La norma prevede, quale condizione per usufruire dell’esdebitazione, che il fallimento abbia consentito un qualche riparto, pur parziale, a favore dei creditori.

Detto requisito oggettivo deve aggiungersi alla sussistenza delle condizioni di carattere soggettivo elencate nel primo comma della citata disposizione, condizioni volte sostanzialmente a garantire che il fallito sia meritevole, ossia non si sia reso autore di comportamenti ostativi o fraudolenti nei confronti del ceto creditorio ed abbia collaborato con gli organi della procedura per il proficuo e celere realizzarsi della stessa.

Con riferimento al requisito oggettivo, la Cassazione ha stabilito – a far data dalla pronuncia delle Sezioni Unite n. 24214 del 18 novembre 2011 e sino alla sentenza in commento – che il debitore può godere del beneficio dell’esdebitazione (ossia può vedersi liberato dai debiti residui nei confronti dei creditori concorsuali non soddisfatti) anche quando alcune categorie di creditori non siano state pagate affatto, purché un qualche riparto vi sia stato.

Con ciò riferendo l’elemento della parzialità non alla soddisfazione dei crediti di ciascun creditore bensì ai creditori stessi.

Secondo la giurisprudenza di legittimità spetterà poi, di volta in volta, al giudice di merito verificare, sulla base di una valutazione comparativa tra quanto complessivamente dovuto e quanto distribuito in sede di riparto, se l’entità dei versamenti effettuati possa o meno integrare il pagamento parziale richiesto dalla legge.

In altri termini, quindi, non è necessario che siano stati pagati integralmente i creditori privilegiati e pro quota i creditori chirografari, potendo risultare sufficiente in astratto che anche uno solo dei creditori concorsuali sia stato soddisfatto.

Sulla base di detto ormai consolidato orientamento, la Cassazione, con la sentenza in commento, ha accolto il ricorso mediante in quale il fallito impugnava il decreto della Corte d’Appello che aveva ritenuto di precludere la richiesta di esdebitazione, a fronte del mancato pagamento almeno parziale di tutti i creditori.

Cass., Sez. I Civile, 20 aprile 2017, n. 9917 

Roberta Maria Pagani – r.pagani@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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