Attento a come quereli, il falso va provato!

Valida la notifica al collaboratore di studio

Corte di Appello di Milano: la notifica dell’atto giudiziale consegnata a chi si qualifica come collega di studio è valida.

In questa direzione si è nuovamente espressa la Corte di Appello di Milano confermando il trend giurisprudenziale che considera valida la notifica fatta ad un soggetto qualificatosi come “collaboratore di studio”.

Specifica ulteriormente la Corte che questo principio trova applicazione quando il collaboratore si qualifica con nome e cognome e anche quando lo stesso intrattiene rapporti di tipo saltuari con il professionista destinatario  del plico (come ad esempio, nel caso in cui collabori con più studi e non abbia un rapporto contrattuale stabile).

Il fatto stesso che il professionista si trovi all’interno dello studio del destinatario dell’atto fa presumere infatti che egli abbia un rapporto di collaborazione, salva prova contraria.

Prova, tra l’altro, che deve fornire chi si oppone alla regolarità della notifica. Infatti la dichiarazione del ricevente di essere “collaboratore di studio” deve ritenersi sufficiente ad attestarne la veridicità.

In ogni caso è il destinatario della notifica onerato dal provare che l’avvocato consegnatario dell’atto non fosse in realtà collaboratore di studio.

Precisa ulteriormente la Corte che tale prova deve essere precisa e non può consistere in una semplice presunzione: non è ad esempio sufficiente la sola circostanza formale dell’indicazione di altra sede quale studio dell’avvocato, essendo del tutto plausibile che lo stesso svolga sia attività in proprio che attività di collaboratore presso lo studio del destinatario della notifica.

Corte d’Appello di Milano, I Sezione, 26/01/2017, n. 321 (leggi la sentenza)

Valeria Arosio – v.arosio@lascalaw.com

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