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Distrazione spese processuali: la parte vittoriosa è legittimata ad impugnare

Con l’ordinanza del 30 maggio 2017 n. 13516 la Corte di Cassazione individua nella parte sostanziale vittoriosa quella legittimata ad impugnare il capo della sentenza di primo grado relativo alle spese legali, persino nell’ipotesi in cui il Giudice abbia disposto in merito alla distrazione al difensore di fiducia.

Il caso da cui trae origine la pronuncia in commento vede la parte ricorrente, vittoriosa in primo grado, impugnare la sentenza che l’ha ritenuta carente di legittimazione ad appellare il capo relativo alla liquidazione delle spese processuali (della sentenza di primo grado), distratte al difensore di fiducia ex art. 93 c.p.c.

La ricorrente lamenta che il Giudice d’Appello abbia erroneamente ritenuto inappellabile la sentenza, nella parte in cui sono liquidate le spese processuali, adducendo a fondamento della sua decisione la sussistenza del provvedimento di distrazione delle somme in favore del legale.

La Corte chiamata a pronunciarsi a riguardo, ritenendo fondato il motivo e accogliendo il ricorso chiarisce che la parte vittoriosa ”è legittimata ad impugnare il capo della sentenza di primo grado che, pur distraendo le spese processuali in favore del difensore, le ha liquidate in misura insufficiente, in quanto ha interesse a che la liquidazione giudiziale sia quanto più possibile esaustiva delle legittime pretese del professionista”.

La Corte ha ritenuto infatti che, nonostante il provvedimento di distrazione, resta integra la facoltà del procuratore della parte vittoriosa di rivolgersi al proprio cliente per reclamare oltre che la porzione di credito professionale che ecceda la somma liquidata dal Giudice, anche l’intera somma.

Peraltro il difensore distrattatario può contestare unicamente la pronuncia di distrazione in sé considerata non anche l’ammontare delle spese liquidate e questo proprio perché “l’eventuale erroneità della liquidazione non pregiudica i diritti del difensore, che potrà rivalersi nei confronti del suo assistito, bensì quelli della parte vittoriosa che sarà tenuta al pagamento della differenza al proprio difensore”.

Cass., Sez. III Civile, 30 maggio 2017, ordinanza n. 13516 (leggi la sentenza)

Pia Simone – p.simone@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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