14.04.2022 Icon

Antiriciclaggio: l’UIF alza l’attenzione per le misure connesse al Covid-19 e il PNRR

Con la Comunicazione dell’11 aprile 2022, l’Ufficio di Informazione Finanziaria presso la Banca d’Italia (UIF) coordina la disciplina antiriciclaggio con quella dei finanziamenti e benefici fiscali connessi alla pandemia da Covid-19.

Impedire, infatti, alla criminalità di sfruttare a proprio vantaggio l’emergenza sanitaria in atto è fondamentale per assicurare l’efficacia degli interventi pubblici.

Nello stesso documento, l’UIF si è concentrato altresì sull’attuazione del PNRR, al fine di prevenire possibili distorsioni nell’utilizzo delle risorse pubbliche.

In relazione al Covid-19, la Comunicazione aggiorna i precedenti interventi dell’UIF del 16 aprile 2020 e dell’11 febbraio 2021, adeguandoli alle modifiche che nel corso del tempo ha conosciuto il c.d. Decreto Rilancio (d.l. 34/2020), che oggi contiene tra l’altro un rinvio espresso agli obblighi di prevenzione del riciclaggio di cui al d.lgs. 231/2007 (art. 122 bis).

In particolare, l’UIF concentra la propria analisi sui rischi connessi alle cessioni di crediti fiscali ai sensi di detto Decreto, essendo gli stessi cedibili in via anticipata rispetto alla dichiarazione fiscale e con poche formalità.

La verifica che i soggetti obbligati alla segnalazione di operazioni sospette debbono compiere diviene, in questo ambito, una condizione per l’acquisto del credito: ai sensi dell’art. 122 bis, comma 4, del Decreto, essi non possono procedere all’acquisizione del credito nel caso in cui debbano inoltrare una segnalazione o si trovino nell’impossibilità di effettuare l’adeguata verifica del cliente. 

In caso di operazioni di cessioni del credito, il soggetto obbligato che intende acquistare un credito dovrà anzitutto verificare che i crediti siano vantati a fronte di interventi effettivamente eseguiti e che il presunto beneficiario della misura sia astrattamente idoneo a riceverla (in relazione alle annualità appartenenti all’ambito di applicazione del beneficio, al settore economico in cui opera il beneficiario, etc.).

Meritano altresì attenzione le caratteristiche dell’operatore che avrebbe svolto i lavori oggetto del beneficio. Occorre anzitutto verificare se esso effettivamente possieda le caratteristiche adeguate all’attività che avrebbe dovuto svolgere, per dimensione, strutture e competenze. Indici negativi nella fase di verifica saranno, per esempio, il caso dell’impresa che abbia attivato la propria partita IVA dopo l’esecuzione del lavoro, così come il caso in cui suoi esponenti (anche se coperti da prestanomi) abbiano precedenti penali legati a reati fiscali o di criminalità organizzata, oppure siano gravati da eventi pregiudizievoli (protesti o fallimenti).

Assume rilievo, altresì, nella fase di monitoraggio del rapporto (successiva quindi all’avvenuta cessione del credito), l’impiego del denaro ottenuto in bonifici verso l’estero, il prelievo di contante per importi eccessivi, l’effettuazione di pagamenti per giochi e scommesse, così come l’acquisto di immobili od oggetti preziosi per importi significativi. Si tratta, ovviamente, di attività di per sé lecite, per cui, ai fini di un’eventuale segnalazione, sarà necessario accertarsi altresì se le stesse siano compiute all’interno di un più ampio novero di operazioni dello stesso tipo.

In merito, invece, alla seconda parte della Comunicazione dell’UIF, vale a dire le indicazioni per la prevenzione dei rischi legati all’attuazione del PNRR, la figura di riferimento ai fini antiriciclaggio è il c.d. gestore, soggetto che ciascuna PA deve individuare e che si occupa di vagliare le informazioni relative a ciascun intervento, rientrante nel Piano, di propria competenza. Nel caso in cui egli rilevi operazioni sospette, sarà lui a comunicarle all’UIF.

La PA deve comunque garantire la piena trasparenza delle informazioni ricevute e delle modalità con cui il denaro viene impiegato.

I medesimi obblighi valgono ovviamente anche per gli intermediari bancari e finanziari e per i professionisti, coinvolti in attività di assistenza, supporto e consulenza prestate per agevolare l’accesso ai fondi.

Tra gli indici che i soggetti obbligati debbono verificare rilevano, tra gli altri, la circostanza per cui l’interpellato ometta di fornire le informazioni richieste, o se ne fornisce di false, ovvero se è caratterizzato da assetti proprietari troppo complessi per l’attività svolta, opachi, o supportati economicamente da persone non collegate.

Giova, infine, sottolineare come tutti gli elementi informativi riportati nella presente Comunicazione abbiano natura esemplificativa. Tutti i soggetti obbligati dovranno, pertanto, valutare con attenzione anche ulteriori comportamenti a rischio e riportare all’UIF ogni eventuale operazione sospetta con la massima tempestività.

Simone Mascelloni – s.mascelloni@lascalaw.com

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