15.06.2022 Icon

Amministratore condominiale uscente e operazioni sul conto corrente

Il Collegio territoriale di Torino affronta un caso particolare, in tema di responsabilità della Banca in operazioni di conto corrente.  

Nel caso di specie il ricorso è stato promosso da un Condominio per aver il medesimo rilevato, nella stessa giornata in cui è stato nominato il nuovo amministratore in sostituzione del precedente (circostanza che a detta del ricorrente era stata comunicata all’Intermediario), che quest’ultimo aveva provveduto ad effettuare delle operazioni sul conto corrente condominiale prima che la subentrante amministratrice si recasse in filiale per perfezionare la procedura di subentro. 

Di conseguenza il Condominio ha richiesto il rimborso dell’importo di € 767,36 comprensivi del saldo a credito antecedente l’addebito contestato, nonché della somma versata dal Condominio per l’estinzione dello scoperto al momento della chiusura del conto.

La decisione affronta una tematica di grande rilievo socioeconomico, date anche le importanti ricadute operative, pervenendo ad esplicitare in concreto la consistenza e la portata dei doveri di monitoraggio e di protezione in genere che incombono sulle banche in favore dei propri clienti.

La questione riguarda in generale la valutazione della correttezza del comportamento dell’Intermediario, tenuta in occasione dell’avvicendamento di un nuovo amministratore condominiale nella delega a operare sul conto corrente del Condominio: nella specie quest’ultimo ha affermato che l’Istituto di credito avrebbe consentito impropriamente all’amministratore uscente di compiere movimentazioni indebite sul conto di riferimento.

In considerazione della particolare natura di rilievo pubblicistico dell’attività bancaria, l’Intermediario, in forza dei principi generali di condotta contenuti negli artt. 1856 e1710 c.c., e delle specifiche Istruzioni di vigilanza emanate dalla Banca d’Italia, ha in primo luogo l’obbligo di adottare dei modelli organizzativi adeguati alla tipologia di operazioni poste in essere, secondo le previsioni dettate dalle istruzioni della vigilanza e, in ogni caso, secondo le best practices del settore, al fine di prevenire i prevedibili eventi pregiudizievoli a danno della clientela.

Nel caso di specie, l’arbitro non ha ravvisato i profili di responsabilità lamentati dal Condominio ricorrente, posto che nel momento in cui sono state compiute le operazioni contestate, l’amministratore uscente era ancora in possesso della legittimazione e dei poteri per agire sul conto corrente intestato al Condominio.

Nella giurisprudenza dell’Arbitro, infatti, è orientamento pacifico ritenere che l’intermediario non sia obbligato a vigilare sulle condotte poste in essere dall’amministratore del Condominio nella gestione del conto, fatta sempre salva l’eccezione in cui vi siano anomalie assolutamente evidenti.

Ciò deriva dalla circostanza che non si può pretendere che l’Intermediario con il quale un Condominio intrattenga rapporti di conto corrente, si trasformi in un controllore esterno della regolarità delle operazioni compiute dall’amministratore condominiale; ciò che concretizza la regula iuris del dovere della Banca di proteggere l’interesse del cliente solo in presenza di circostanze anomale.

Per tutti questi i motivi, il Collegio di Torino non ha accolto il ricorso.

ABF, Collegio di Torino, 08 aprile 2021, n. 9479

Chiara Ciotti – c.ciotti@lascalaw.com

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