22.06.2022 Icon

ACF: gli obblighi informativi dell’Intermediario nelle operazioni di trading online

Con la recentissima pronuncia in commento, l’ACF si pronuncia sull’assolvimento dell’onere probatorio a carico dell’Intermediario di avere adempiuto in concreto i propri obblighi di informazione.

Nel caso in esame, parte Ricorrente ha rappresentato di aver investito in quote di un ETC per un importo complessivo di euro 49.355,49, subendo una perdita pari all’intero capitale investito ed al 100% del loro patrimonio complessivo. 

Le doglianze si articolavano, più nello specifico, nella dedotta carenza di esperienza e di competenze finanziarie, in quanto in possesso del solo titolo di studi di licenza media superiore, e sull’erronea classificazione, da parte dell’Intermediario, quai investitori capaci di operare anche su strumenti speculativi

Lamentavano, altresì, la violazione delle disposizioni contenute nella Comunicazione Consob del 2 marzo 2009, n. 9019104, in materia di prodotti illiquidi, non essendo state fornite informazioni sulle caratteristiche e sui rischi specifici del prodotto, con a conseguenza che la scelta di investimento è stata effettuata in modo non consapevole a causa della condotta omissiva dell’Intermediario, che non ha rappresentato in modo puntuale e compiuto le caratteristiche dell’operatività inappropriata, avuto riguardo ai rischi che la stessa comportava.

Alla luce di quanto sopra, i Ricorrenti hanno chiesto la condanna dell’Intermediario al rimborso della somma di euro 49.355,49, pari al valore dell’investimento.

L’Intermediario, in sede deduttiva, ha evidenziato la correttezza del proprio operato, allegando idonea documentazione a supporto.

Il Collegio, esaminati gli scritti e la documentazione depositata dalle parti, ha respinto il ricorso dei Ricorrenti, rilevando come dai log informatici depositati in atti dall’Intermediario fosse evidente l’operatività tramite piattaforma di trading on line, nell’ambito del servizio di esecuzione di ordini per conto dei clienti sul mercato regolamentato ETFplus, nella giornata del 2 aprile 2020, per una quantità complessiva di 132.000 ETC), e, dopo l’operazione di raggruppamento, nelle giornate del 6 e 20 aprile 2020.

Osserva il Collegio come in data 22 aprile 2020, Borsa Italiana abbia annunciato il delisting dello strumento, a seguito della liquidazione anticipata, con importo di liquidazione pari a zero, deliberata dall’emittente a causa della cancellazione dell’indice sottostante da parte dell’index provider.

Correttamente, l’Intermediario aveva valutato come “non appropriata” l’operatività in questione, circostanza desumibile dai log informatici depositati, coerentemente con quanto indicato nell’esito della profilatura effettuata tramite questionario Mifid ove gli ETC rientravano nel perimetro degli strumenti ritenuti non appropriati per conoscenza ed esperienza del cliente.

Invero, con la riproduzione delle schermate esemplificative della procedura online, l’Intermediario ha dimostrato di aver segnalato la non appropriatezza delle operazioni con messaggio bloccante. Nonostante ciò, i Ricorrenti hanno dato comunque seguito alle operazioni.

Anche in punto di assolvimento degli obblighi informativi, la Banca ha dimostrato di aver adempiuto correttamente all’informativa precontrattuale riportando la schermata ove era stata segnalata la natura complessa dello strumento in questione (con rinvio alla Comunicazione Consob del 2014) nonché l’invito a prendere visione del KID.

Il Collegio ha pertanto ravvisato la piena consapevolezza dell’investitore il quale aveva confermato “di aver letto e compreso le informazioni presenti nel documento KID”, messaggio bloccante quest’ultimo, in quanto il cliente non avrebbe potuto dar seguito all’operazione, senza aver prima dato conferma della presa visione e dell’avvertenza sulla non appropriatezza.

La decisione in esame è conforme a quanto stabilito dall’Arbitro con decisione n. 2693, ossia che “se vuole mettersi in condizione di assolvere l’onere della prova di avere adempiuto in concreto i propri obblighi di informazione, l’intermediario non può limitarsi a rendere possibile al cliente l’accesso alla scheda prodotto, ma deve strutturare la propria procedura informatica di conferimento degli ordini con funzionalità eventualmente bloccanti e tali da impedire al cliente di impartire l’ordine, se non dopo aver espressamente dichiarato di aver preso visione della scheda prodotto”, evidenziando così una procedura più stringente a carico dell’Intermediario che, nel caso di specie, ha sufficientemente allegato l’adempimento degli obblighi informativi a suo carico.

Da ultimo, la Consob ha ritenuto rilevante l’invio, da parte dell’Intermediario, delle comunicazioni, ai sensi dell’art. 62, comma 2, del Regolamento Delegato 2017/565/UE, con le quali i Ricorrenti venivano informati del deprezzamento del titolo pari o superiore al 10% del capitale investito. Ciononostante, i Ricorrenti hanno continuato ad acquistare quote di ETC a prezzi in drastico ribasso, ignorando quindi anche il valore segnaletico del prezzo. 

ACF – Decisione n. 5552 del 17 giugno 2022

Federica Mendolia – f.mendolia@lascalaw.com

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