Whistleblowing: pubblicate in Gazzetta Ufficiale le nuove disposizioni

Il 14 dicembre 2017 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale (Serie generale n. 291) la Legge 30 novembre 2017 n. 179 recante “Disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato”.

Le nuove disposizioni entreranno in vigore a partire dal 29 dicembre 2017.

Come già fatto presente in un nostro contributo (“Approvata la legge sul whistleblowing” del 16 novembre 2017), le nuove disposizioni in materia di whistleblowing tutelano il dipendente, pubblico o privato, che segnala all’Autorità nazionale anticorruzione (“ANAC”) o denuncia all’Autorità giudiziaria condotte illecite, di cui sia venuto a conoscenza grazie al proprio rapporto di lavoro.

In particolare, il dipendente:

– non può essere sanzionatodemansionatolicenziatotrasferito o sottoposto ad altra misura organizzativa dalla quale potrebbero sorgere effetti negativi;

– è tutelato, altresì, contro eventuali atti discriminatori o ritorsivi del datore di lavoro;

– è altresì tutelato con l’anonimato, in quanto la sua identità non può essere rivelata.

Non solo, la legge 179/2017 si estende anche al settore privato. Infatti, l’art. 2 della già citata legge sul whistleblowing impone, ai soggetti che si avvalgono del “Modello di Organizzazione e Gestione” di cui all’art. 6 D.lgs. 231/2001, l’obbligo di prevedere:

  • uno o più canali che consentano a coloro che a qualsiasi titolo rappresentano o dirigono l’ente di presentare, a tutela dell’integrità dell’ente stesso, segnalazioni circostanziate di condotte illecite, rilevanti e fondate su elementi di fatto precisi e concordanti, o di violazioni del modello di organizzazione e gestione dell’ente, di cui siano venuti a conoscenza in ragione delle funzioni svolte; tali canali garantiscono la riservatezza dell’identità del segnalante nelle attività di gestione della segnalazione;
  • – almeno un canale alternativo di segnalazione idoneo a garantire, con modalità informatiche, la riservatezza dell’identità del segnalante;
  • – misure idonee a tutelare l’identità del segnalante e a mantenere la riservatezza dell’informazione in ogni contesto successivo alla segnalazione, nei limiti in cui l’anonimato e la riservatezza siano opponibili per legge;
  • – il divieto di atti di ritorsione o discriminatori, diretti o indiretti, nei confronti del segnalante per motivi collegati, direttamente o indirettamente, alla segnalazione.

Claudio Saba – c.saba@lascalaw.com

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