Whistleblowing, istruzioni per l’uso

In data 26 marzo 2018, l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (“INPS”) ha pubblicato la Circolare n. 54, concernente le disposizioni attuative in materia di whistleblowing (Legge 30 novembre 2017, n. 179, “Disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato”).

Il documento ha l’obiettivo di esporre le modalità con cui sarà possibile effettuare le segnalazioni degli illeciti commessi dal personale dell’Istituto nello svolgimento delle proprie funzioni.

In particolare, il dipendente che intende segnalare condotte illecite, di cui sia venuto a conoscenza in ragione del proprio rapporto di servizio con l’Istituto, può comunicare l’illecito al Responsabile della prevenzione, della corruzione e della trasparenza (di seguito “Responsabile”) mediante un apposito modulo, denominato “modulo per la segnalazione di condotte illecite”, rinvenibile in formato elettronico nella pagina intranet della Direzione centrale audit, trasparenza e anticorruzione, che, debitamente compilato e sottoscritto, dovrà essere inviato al seguente indirizzo di posta elettronica: segnalazioneilleciti@inps.it.

La Circolare ha, altresì, cura di precisare l’oggetto della segnalazione da trasmettere al Responsabile.

A tal riguardo, si precisa che la segnalazione deve riguardare situazioni di natura illecita, intese quali abusi delle funzioni di servizio, anche non rilevanti penalmente, posti in essere da parte dei dipendenti dell’Istituto, per il perseguimento di interessi privati, con danno, anche soltanto d’immagine, per l’Istituto medesimo.

È necessario tenere presente che la segnalazione deve essere effettuata nell’interesse dell’integrità della pubblica amministrazione, sicché saranno escluse dal procedimento in argomento le segnalazioni aventi ad oggetto rimostranze di carattere personale del segnalante o richieste che attengono alla disciplina del rapporto di lavoro o ai rapporti con superiori gerarchici o colleghi.

Per quanto concerne il tema della “Gestione riservata delle segnalazioni” si evidenzia come una prima istruttoria, sui fatti segnalati, sia svolta dal Responsabile.

Nel caso in cui ravvisi elementi di non manifesta infondatezza del fatto, potrà inoltrare la segnalazione a soggetti terzi per approfondimenti istruttori o per l’adozione dei provvedimenti di competenza, quali:

  • – il dirigente della struttura in cui il fatto si è verificato o della struttura sovraordinata, solo laddove non vi siano ipotesi di reato;
  • – il dirigente responsabile della Funzione di Coordinamento ispettivo della Direzione centrale Risorse Umane;
  • – il Capo dell’Ufficio dei procedimenti disciplinari e della responsabilità amministrativa;
  • – l’Autorità giudiziaria, la Corte dei Conti e l’ANAC.

Nelle prime tre ipotesi, la segnalazione verrà trasmessa espungendo tutti i riferimenti dai quali sia possibile risalire all’identità del segnalante. Tuttavia, qualora si renda necessario in sede di eventuale svolgimento di procedimento disciplinare, l’identità verrà comunicata al suddetto Capo dell’Ufficio competente, il quale dovrà attenersi alle specifiche disposizioni di cui all’art. 54-bis, comma 3, D.Lgs. 165/2001 (la “segnalazione sarà utilizzabile ai fini del procedimento disciplinare solo in presenza di consenso del segnalante alla rivelazione della sua identità”).

È fatto salvo, in ogni caso, l’adempimento, da parte del Responsabile e/o dei predetti soggetti, degli obblighi di legge cui non è opponibile il diritto all’anonimato del segnalante.

Successivamente, il Responsabile provvederà a fornire riscontro al segnalante in merito agli esiti della segnalazione.

Claudio Saba – c.saba@lascalaw.com

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