Siete qui: Oggi sulla stampa

Web, 7 italiani su 10 sono pirati

Sette italiani online su 10 hanno piratato almeno un contenuto audiovisivo nell’arco del 2017. Solitamente si tratta di film visti in streaming ma, sempre più, anche di contenuti scaricato sui dispositivi sempre illegalmente. Chi lo fa sono soprattutto utenti internet consapevoli che la pirateria è un reato, visto che hanno un’istruzione medio-alta, sono lavoratori autonomi e liberi professionisti. E’ quindi sempre meno vero che i responsabili delle violazioni del diritto d’autore siano i più giovani: la pirateria audiovisiva è infatti più diffusa tra gli under 15 ma è anche in calo rispetto al 2016 di 7 punti percentuali, pari al 44% degli internauti in erba. Sono queste le principali conclusioni della seconda edizione della ricerca Ipsos voluta da Fapav (Federazione per la tutela dei contenuti audiovisivi e multimediali), che smentisce così lo stereotipo per cui la pirateria sia una fenomeno da «setta dei pirati estinti». Anzi, si tratta di un trend generalizzato facilitato dalle nuove tecnologie che hanno reso più semplici le modalità di accesso a contenuti pirata, disponibili in qualunque luogo, in qualunque momento e attraverso qualunque device (anche in mobilità).È pur vero, comunque, che i nuovi dati «rivelano una sostanziale stabilità dell’incidenza della pirateria», ha spiegato Federico Bagnoli Rossi, segretario generale della Fapav. «Emerge una leggera contrazione che riteniamo sia dovuta da una parte al rafforzamento dell’attività di enforcement e di sensibilizzazione del consumatore, e dall’altra alla crescita dell’offerta legale, sempre più ricca e diversificata». In particolare, il calo è di 2 punti percentuali per quanto riguarda il numero dei pirati e del 6% per il numero di atti illegali dichiarati nel corso dell’ultimo anno (oltre 630 milioni). Aumenta, in parallelo, del 4% la percentuale di utenti che, di fronte ad un sito pirata oscurato, si rivolge ad una alternativa legale a pagamento, ora a quota 30%.

Resta comunque la parola d’ordine «non abbassare la guardia» perché tra i giovanissimi è il 93% che, almeno una volta, ha piratato un contenuto di tipo digitale, con una altissima preferenza per i film (90%) e le serie tv. Tradotto in termini economici, il danno derivante dalle mancate fruizioni per il settore audiovisivo è pari a 617 milioni di euro. Una perdita di fatturato per l’intera economia italiana che supera il miliardo di euro (seppur in contrazione del 13% sul 2016). A livello occupazionale, il corrispettivo è pari a 5.700 posti di lavoro.

Giovanni Galli

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche

Lo scorso anno Google ha smesso di "leggere" le e-mail dei suoi 1,4 miliardi di utenti a scopi pubbl...

Oggi sulla stampa

I concordati preventivi in continuità aziendale “indiretta” sono equiparati a quelli liquidator...

Oggi sulla stampa

Dopo un percorso parlamentare tormentato da scontri, ostruzionismi e occupazioni di Aule e commissio...

Oggi sulla stampa