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Voluntary ter in rampa di lancio

Niente acconti per i nuovi minimi, i debuttanti della flat tax al 15% su ricavi entro i 65 mila euro potranno evitare l’appuntamento con l’erario per il pagamento anticipato della sostitutiva in quanto avranno un regime per cassa. E un nuovo rientro dei capitali, male forse necessario per garantire quella stima di gettito da 10 mld della pace fiscale, calcolata ieri dal sottosegretario all’economia Massimo Bitonci.

I tecnici dell’esecutivo che stanno mettendo appunto il decreto fiscale all’esame del consiglio dei ministri di lunedì, stanno ragionando su una serie di misure diversificate che andranno a comporre la pace fiscale.

Il vicepremier Matteo Salvini ieri ha dichiarato che «Il decreto fiscale arriva entro la settimana, venerdì o lunedì, i tecnici in queste ore stanno lavorando sulle soglie»: la differenza con un condono è che «riguarda gente che ha fatto la dichiarazione dei redditi: i condoni passati riguardavano anche chi non aveva fatto la dichiarazione, che facevano rientrare i capitali, si può fare anche quello, non sono schizzinoso, ma non è quello di cui parliamo». Ed è proprio su quel non essere schizzinoso che potrebbe, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, trovare il suo spazio una versione riveduta e corretta della voluntary disclosure andando magari a pescare risorse dai soldi contenuti nelle cassette di sicurezza, misura peraltro già sponsorizzata e poi accantonata nella precedente legge di bilancio.

Ieri intanto Bitonci ha confermato che si lavora a una dichiarazione integrativa super conveniente (si veda ItaliaOggi del 4/10/18): che «si fanno emergere anche i 5 anni precedenti con risorse magari rimaste bloccate nei cassetti e che possono essere riutilizzate»; mentre per il «saldo e stralcio», in buona sostanza una rottamazione ter, si stanno «valutando con il Mef cartelle piccole per importi sotto i mille euro che sono il 55% del magazzino da 850 miliardi e riguardano 10 milioni di contribuenti, o anche sotto 5mila euro. «Bisogna pulire il magazzino», sottolinea Bitonci, «che si incrementa ogni anno di 50 miliardi, per arrivare a un punto zero. Su queste piccole cartelle pensiamo di far pagare il 10% oppure le stralciamo completamente».

Bitonci ha poi lasciato intendere che si sta lavorando anche sulle società di comodo che non producono reddito.

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