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Volksbank taglia lo stock di Npl

Anche l’altoatesina Volksbank si unisce al gruppo di banche italiane che sono al lavoro per ridurre lo stock di crediti deteriorati. L’istituto, che ha chiuso il 2017 in crescita con un utile netto di 24,3 milioni,punta infatti a cedere entro l’anno tra i 120 e 180 milioni di sofferenze, in gran parte collateralizzate. Un’operazione che, insieme a quella di recupero interno, nelle intenzioni dei vertici permetterà di abbattere le consistenze di crediti deteriorati dai 970 milioni di fine 2017 a circa 750 milioni.Sul dossier sono «già presenti alcuni dei principali operatori del mercato degli Npl – spiega il direttore generale Johannes Schneebacher al Sole 24Ore – Vogliamo atterrare sotto al 12% in termini di Npe ratio lordo, con l’obiettivo potenziale di scendere sotto al 10%».
Il miglioramento della qualità del portafoglio, unito alla riduzione delle rettifiche (-35% sul 2016), permette alla banca presieduta da Otmar Michaeler di far emergere la capacità reddituale. Il margine di interesse nel 2017 del resto ha fatto registrare una crescita a 151,9 milioni (in rialzo del 9,4% sul 2016), con commissioni nette a 88,2 milioni (+7,4%), e margine di intermediazione +5,9% a +257,7 milioni. Numeri che hanno concesso al gruppo quotato sull’Hi-Mtf di tornare a distribuire il dividendo, pari a 0,20 euro/azione. Per la banca regionale, che è presente oltre che in Alto Adige anche in Trentino e in Veneto, il focus, oltre che sulla qualità degli attivi, è sulla crescita organica interna. Dopo l’acquisizione di Banca Popolare di Marostica nel 2015, la strategia è di «sfruttare le occasioni lasciate dal crack delle banche venete», ecco perchè al momento «non vi è alcuna operazione straordinaria sul tavolo».

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