Validità delle delibere assembleari: inapplicabile alle S.r.l. la disciplina prevista per le S.p.a

Con sentenza n. 11289 il Tribunale di Milano si è pronunciato sulla possibilità di applicare analogicamente alle S.r.l. la disciplina prevista per le S.p.a in tema di validità delle delibere assembleari.

Nel caso di specie il socio di una S.r.l. titolare di una partecipazione pari al 50% del capitale sociale agiva per veder dichiarata l’inesistenza e/o invalidità della delibera assembleare con la quale si disponeva l’esercizio di un’azione di responsabilità nei suoi confronti. Secondo le argomentazioni dell’attore – il quale si asteneva dal deliberare per un invocato conflitto di interessi – detta delibera è da dichiararsi invalida in quanto non adottata con il raggiungimento della maggioranza assoluta richiesta dallo statuto della società.

Di contro la società convenuta invocava, in opposizione a quanto contestato dall’attore, l’applicazione analogica di una disposizione prevista per le S.p.a. e nello specifico dell’articolo 2368 comma 3 del Codice Civile.

Secondo il testo di detta disposizione “le azioni per le quali il diritto di voto non è stato esercitato a seguito della dichiarazione del soggetto al quale spetta il diritto di voto di astenersi per conflitto di interessi non sono computate ai fini del calcolo della maggioranza e della quota di capitale richiesta per l’approvazione della liberazione”.

Il Tribunale, al fine di dirimere la questione, si è pertanto interrogato sulla effettiva possibilità di applicare analogicamente alle S.r.l. quanto, dal legislatore, previsto per le S.p.a.

La Corte meneghina, argomentando, ha sottolineato che “riconosciuta, con la riforma del 2003, una piena autonomia dei diversi modelli societari, la possibilità di estensione della disciplina della spa. in materia di srl vada esaminata in concreto attraverso gli ordinari passaggi di preliminare individuazione di un effettivo vuoto normativo e successiva verifica quindi di sostanziale comunanza dei principi di regolazione della materia in relazione alla disciplina della specifica situazione giuridica oggetto di interesse”.

Muovendo da tale prospettiva è evidente una diversità, tra le S.p.a. e le S.r.l., nell’impostazione della disciplina in “materia assembleare”.

Se per le S.p.a. il legislatore ha previsto una disciplina piuttosto analitica, di carattere imperativo, e con poche e precise ipotesi di deroghe statutarie; per le S.r.l. la disciplina è costruita (si vedano gli artt. 2479 e 2479 bis c.c.) su un generale rinvio alla autonomia statutaria con la formulazione di limitate disposizioni regolamentari relative a fattispecie specifiche e in ogni caso senza alcuna disposizione di rinvio alla disciplina delle S.p.a. (salvo quanto previsto dall’art. 2379 ter ultimo comma).

Solo in materia di S.p.a. “il legislatore ha ritenuto di farsi direttamente carico di esigenze di funzionalità dell’ente, nella specie attraverso una disposizione di carattere derogatorio di cui pare davvero arduo predicare un’applicazione generalizzata – laddove in materia di srl prevale piuttosto un insito richiamo alla autonomia statutaria e dunque ad una precisa responsabilità dei soci di disciplinare in via preventiva le regole del comune impegno imprenditoriale

Detto approccio evidenzia la volontà del legislatore di “comprimere fortemente lo spazio di una possibile integrazione in via interpretativa (nella specie in via analogica) della disciplina di settore”.

Alla luce di tali considerazioni il Tribunale di Milano ha pertanto ritenuto opportuno accogliere la domanda attorea negando, quindi, l’applicazione (analogica) della disciplina prevista per le S.p.a., in materia di validità della delibera assembleare, alle S.r.l.

Tribunale di Milano, 10 novembre 2017, n. 11289

Alessandro Passanisi – a.passanisi@lascalaw.com

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