Validità della notifica presso la cancelleria del Tribunale competente

Il procuratore alle liti che presti esercizio al di fuori della circoscrizione del Tribunale assegnato deve, ai fini della notifica, eleggere domicilio nel luogo in cui il Giudice competente della causa ha sede. In mancanza il domicilio si considererà eletto presso la cancelleria del relativo Tribunale.

Tanto ha statuito la recentissima sentenza di Cassazione in commento a rigetto di una pronuncia in appello della Corte di Roma del 2013.

Nel caso di specie parte attrice, a seguito di sentenza del Tribunale di Civitavecchia con cui si dichiaravano inaccoglibili le domande esperite nei confronti del convenuto ex coniuge, interponeva nuovamente appello presso la Corte competente, vedendosi ulteriormente respinte le motivazioni già addotte sulla scorta del seguente assunto. La notifica del gravame era stata, a parere del Collegio chiamato ad esprimersi, erroneamente eseguita presso la cancelleria del Tribunale di Civitavecchia, mentre emergeva che l’appellato si era costituito col patrocinio del proprio legale il quale aveva eletto domicilio presso il suo studio in Civitavecchia. Orbene, secondo la Corte d’Appello romana, tale operazione avrebbe reso doveroso per l’appellante “di notificare l’appello presso il domiciliatario e non presso la cancelleria del Tribunale di Civitavecchia”, determinando pertanto non la nullità ma bensì l’inesistenza vera e propria della stessa notificazione. La stessa infatti sarebbe stata indirizzata a luogo e/o persona non riferibile al soggetto citato. Inoltre la pronuncia esplicitava chiaramente che in virtù delle summenzionate premesse non poteva prendersi in considerazione il disposto “sanante” di cui all’art. 291 c.p.c., e che pertanto l’appello in questione doveva considerarsi inammissibile in ragione della decorrenza del termine massimo di impugnazione ex art. 327 c.p.c..

Esattamente su tali punti la Corte di Cassazione si è espressa con il suo disfavore. In modo particolare, la Seconda Sezione Civile che nella fattispecie è stata chiamata a pronunciarsi, ha ritenuto doveroso reiterare quanto previsto nella generica disposizione di cui all’art. 58 disp. att. c.p.c. secondo cui, nel procedimento innanzi al Giudice di Pace, le notifiche e le comunicazioni devono essere fatte presso la cancelleria, salvo contrarie disposizioni di legge. Più nello specifico, la Suprema Corte ha statuito che qualora il procuratore rappresentate della parte patrocinata eserciti il suo ministero al di fuori della circoscrizione entro la quale è chiamato a poter svolgere la propria attività, ai fini delle notificazioni, lo stesso è tenuto ad eleggere domicilio nel luogo in cui il Giudice ha sede. In difetto, costui si considererà elettivamente domiciliato presso la cancelleria del Tribunale in cui è situato il Giudice competente. Deve pertanto considerarsi illegittimo il rilievo proposto dalla Corte d’Appello di Roma per il quale la notifica di specie deve considerarsi inesistente, avendo la stessa, invece, tutti i requisiti per essere avvalorata di corretto fondamento.

Per tutte le suesposte motivazioni, la Corte di Cassazione ha accolto pienamente i motivi del ricorso rinviando pertanto la causa ad un’altra sezione della Corte d’Appello di Roma anche per quanto ineriva la determinazione delle spese di giudizio.

Cass., sez. II, 6 dicembre 2016, n. 24956

Andrea Madaroa.madaro@lascalaw.com

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