Società di persone: valida la fidejussione prestata dal socio illimitatamente responsabile

Con ordinanza del 5 ottobre 2017 n. 23277 la Corte di Cassazione ha ribadito, in linea con un orientamento ormai consolidato, la validità di una fidejussione prestata dal socio illimitatamente responsabile in favore della società di persone.

In particolar modo è stato osservato che, anche se le società di persone non sono dotate di personalità giuridica, queste costituiscono “un distinto centro di interessi e di imputazione di situazioni sostanziali e processuali, dotato di una propria autonomia e capacità rispetto ai soci stessi”.

La garanzia fidejussoria può trovare applicazione anche nella fattispecie in esame, non sovrapponendosi a quella già imposta dalla legge che prevede la responsabilità illimitata dei soci delle società di persone.

A ben vedere infatti possono esservi interessi ulteriori idonei a giustificare l’opportunità per un socio di prestare la garanzia ex art. 1936 c.c., come ad esempio l’interesse “a che il socio resti obbligato anche dopo la sua uscita dalla società, o quello di potersi avvalere di uno strumento di garanzia autonomo, svincolato tra l’altro dal limite (sia pure destinato a operare solo in fase di esecuzione) del beneficium excussionis di cui all’articolo 2304 c.c.”. Norma dettata in tema di società in nome collettivo che impone al creditore sociale che intenda ottenere il pagamento dei debiti di escutere preventivamente il patrimonio della società e, solo successivamente, quello dei singoli soci. Disciplina questa, tra l’altro, prevista pure per le società di persone dall’art. 2268 c.c., anche se in maniera meno accentuata in quanto in queste ultime il beneficiun excussionis deve essere eccepito dal socio, non operando automaticamente.

Tanto chiarito, è possibile affermare che, qualora in concreto sussistano interessi tali da spingere un socio illimitatamente responsabile a rilasciare una fidejussione in favore di una società di persone, la garanzia è da ritenersi validamente prestata e dotata di un’autonoma causa che amplia la garanzia patrimoniale già offerta ai creditori sociali per effetto della disciplina legislativa.    

Cass., Sez. VI-I Civ., 5 ottobre 2017, n. 23277

Matteo Marciano – m.marciano@lascalaw.com

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