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Utility, Agsm spinge sul risiko

Subito una spinta forte verso l’aggregazione con Aim Vicenza per poi rivolgersi, in un secondo tempo, ad Ascopiave (oggi impegnata indirettamente sul riassetto della controllante Asco Holding) con l’obiettivo di creare una multiutility del Veneto. È questo uno dei punti chiave del nuovo piano industriale 2018-2021 di Agsm Verona, su cui ha lavorato in prima persona il presidente Michele Croce con il supporto di Pwc, e che punta a fare dunque della società scaligera un polo aggregante della Regione. Non è un mistero, come riportato da Radiocor, che i sindaci di Vicenza e Verona, rispettivamente il neo eletto Francesco Rucco e Federico Sboarina (entrambi di centro-destra), abbiano già discusso nelle scorse settimane di un’operazione in realtà sul tavolo da anni ma sempre frenata da logiche politiche e di campanile. Questa, però, potrebbe essere la volta buona con la veloce nomina di un advisor finanziario e industriale comune, anche se la definizione di assetti e governance della nuova realtà – Agsm ha un mol di 91 milioni contro i 48 di Aim Vicenza ma anche più debiti netti, 232 milioni contro 110 milioni – nasconde sempre qualche insidia.
Tra gli altri driver di sviluppo di Agsm, che nel prossimo triennio conta di investire in tutto 265 milioni, spiccano anche l’espansione in nuovi business (Volkswagen avrebbe scelto Verona per farne la città modello in Italia sulla mobilità elettrica) e possibili accordi per le imminenti gare gas per raddoppiare i punti di riconsegna gestiti da 150mila a 300mila; inoltre, allo studio, ci sarebbero possibili partnership di cross-business con soggetti del territorio come Cattolica o BancoBpm, con i quali sono in corso discussioni. Prevista anche la crescita da 400mila a 500mila clienti (con piccole acquisizioni) e lo sviluppo di cogenerazione, teleriscaldamento e illuminazione pubblica. Il tutto nell’ottica di un portafoglio bilanciato, che comprende anche termoelettrico e rinnovabili, e di un legame stretto con il territorio, per esempio lanciando iniziative come gli Affi-bond, con cui i residenti della cittadina hanno potuto partecipare al finanziamento dell’impianto eolico realizzato in zona.
Nei numeri, il piano di Agsm (che compirà 120 anni il prossimo 9 novembre), prevede al 2021 ricavi per 820 milioni (+14,5% sul 2017), un mol di 105 milioni (+16%) e un rapporto tra margini e debiti a 2,5 volte. Per il Comune di Verona è previsto un dividendo stabile di 13,5 milioni, che su quest’anno è stato pari a quasi il 60% dell’utile netto 2017, di 23,2 milioni.

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