Usura: tendenze giurisprudenziali dalla Valle dei Templi

Il Tribunale di Agrigento, nella persona del Giudice Dott.ssa Silvia Capitano, con sentenza del 31.10.2017, si è discostato dall’orientamento di legittimità secondo il quale la verifica del rispetto della soglia usura deve concernere anche il tasso di mora.

Secondo il Tribunale Siciliano sarebbero molteplici le ragioni logico-giuridiche dalle quali dedurre l’esclusione dal calcolo del TEG degli interessi moratori:

  1. a) in primis emerge la diversa funzione assolta dagli interessi corrispettivi e dagli interessi moratori. La diversità ontologica delle due figure di interessi dà luogo ad un rapporto di alternatività: nell’ipotesi di inadempimento i due interessi non si cumulano, ma sono dovuti solo i secondi;
  2. b) in secondo luogo, la ratio sottesa alla fattispecie delittuosa del reato di usura consiste nel sanzionare la condotta di chi si fa dare o promettere interessi o altri vantaggi usurari quale corrispettivo di una prestazione di denaro o di altra utilità. Ne consegue che assumono rilievo solo quelle prestazioni di natura corrispettiva, legate alla fisiologica attuazione del negozio;
  3. c) rileva, poi, la circostanza per cui i decreti del Ministero dell’economia e delle finanze con cui sono periodicamente individuati i tassi effettivi globali medi rilevanti ai fini dell’usura, non tengono in considerazione gli interessi moratori;
  4. d) infine, la Banca d’Italia nel 2003 ha diffuso un comunicato secondo il quale gli interessi di mora, pur essendo soggetti alla normativa antiusura sono esclusi dal calcolo dei TEG, stante la natura “eventuale” degli stessi. Peraltro, in assenza di una specifica previsione legislativa volta a determinare una soglia usuraria per gli interessi di mora, Bankitalia adotta, nei suoi controlli sulle procedure degli intermediari, il criterio in base al quale i TEG medi pubblicati devono essere aumentati di 2,1 punti percentuali.

Alla luce delle summenzionate considerazioni giuridiche, il Giudice ha respinto integralmente le domande formulate dai mutuatari nei confronti del proprio Istituto di Credito, condannandoli altresì al pagamento delle spese di lite e di CTU.

Tribunale di Agrigento, 31 ottobre 2017, n. 1636

Alessandra Gambadauro – a.gambadauro@lascalaw.com

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