Usura: legittima la clausola di salvaguardia

È quanto affermato, tra le altre cose, dal Tribunale di Lecce in una recente ordinanza di concessione della provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo opposto.

Il provvedimento tocca diversi temi: usura, anatocismo, nullità ex art. 117, co. III, TUB, il concetto di prova scritta ai fini dell’emissione del decreto ingiuntivo, oltre all’onere della prova in caso di segnalazione in Centrale Rischi.

Il passaggio più interessante, tuttavia, è quello in tema di usura.

Il Giudice, infatti, di fronte ad una clausola di salvaguardia concordata tra le parti al fine di evitare che gli interessi, al momento della sottoscrizione del contratto, potessero superare il tasso soglia, ha precisato che “la clausola di salvaguardia non potrà in alcun caso essere considerata nulla: la ratio di siffatte disposizioni contrattuali è proprio quella di evitare ed impedire l’applicazione di interessi superiori al limite soglia. E nessuna norma vieta o rende illegittima una tale previsione”.

Né, peraltro, conclude sul punto Tribunale, è possibile ritenere che la previsione di tale clausola violerebbe il principio di trasparenza bancaria, poiché “il testo del contratto risulta essere stato regolarmente sottoscritto ed accettato in ogni sua parte dagli opponenti anche ai sensi degli artt. 1341 e 1342 c.c.”.

Ne consegue, la piena legittimità ed efficacia della clausola di salvaguardia approvata ai sensi degli artt. 1341 e 1342 c.c..

Tribunale di Lecce, ordinanza del 23 ottobre 2017

Francesco Concio – f.concio@lascalaw.com

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