Usura e anatocismo: quid iuris in caso di mutuo ipotecario?

Il Tribunale di Bergamo, con una recentissima pronunzia resa ai sensi dell’art. 281sexies c.p.c., punisce con la soccombenza il mutuatario che convenga in giudizio la banca mutuante per ripetizione dell’indebito conseguente a dedotti interessi anatocistici e usurari, questi ultimi calcolati con l’errata sommatoria dei tassi corrispettivi e moratori.

La statuizione in commento, inserendosi nel noto solco già tracciato – sul punto – dalla recente giurisprudenza di legittimità, merita considerazione in quanto decide in punto dedotta usurarietà e anatocismo degli interessi di un contratto di mutuo ipotecario.

In particolare, il Tribunale di Bergamo ha confermato – sulla scorta della richiamata e ormai granitica giurisprudenza– i nodi tecnico/giuridici dai quali dipartire per stabilire l’eventuale fondatezza delle pretese attoree.

Orbene, aspetti rilevanti del procedimento in discorso sono stati i seguenti:

  • Le formule di calcolo applicabili per l’usurarietà di un mutuo;
  • Chiarire definitivamente il contenuto della sentenza n. 350/2013 della Corte di Cassazione;
  • La validità della clausola che prevede il conteggio della mora sulla rata che comprende anche gli interessi corrispettivi;
  • Se vi sia anatocismo nel contratto di mutuo con piano di ammortamento alla francese.

In virtù di quanto sopra, il Tribunale deduce che presenta “duplice fallacia logica e giuridica” la tesi di un mutuatario che eccepisca l’usurarietà dei tassi pattuiti in un contratto di mutuo “sommando il tasso previsto per gli interessi corrispettivi ed il tasso previsto per gli interessi moratori.

Aderendo al dettato normativo in materia, nella parte motiva il Magistrato ritiene corretto confermare che “il tasso moratorio come una eventuale liquidazione forfetaria del danno per il caso di inadempimento”; è altresì giuridicamente valida la ragione per cui “le stesse Istruzioni della Banca d’Italia non tengono conto del tasso moratorio” ed è inequivocabile come la Sentenza n. 350/203 della Corte di Cassazione “non ha mai inteso legittimare la sommatoria dei tassi corrispettivi e dei tassi moratori” (come ribadito anche dalle Corti di Merito: ex multis, Trib. Roma n. 24264/2015, Trib. Milano del 12.2.2015).

Da ultimo, il giudice di prime cure ha puntualizzato che l’ammortamento alla francese non genera in via automatica alcun effetto anatocistico rispetto al sistema all’italiana e che la differenza tra le due modalità di rimborso è da rinvenirsi nel differimento parziale degli esborsi; ciò è dovuto alla circostanza che le prime rate pagate – dell’uno rispetto all’altro – sono di misura inferiore.

Tribunale di Bergamo, 6 dicembre 2016, n. 3575 (leggi la sentenza)

Giangiacomo Cicerig.ciceri@lascalaw.com

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