Uomo avvisato, termine breve salvato

Nelle ipotesi di morte, radiazione o sospensione del difensore, sopravvenute nel corso del termine per impugnare, la notifica della sentenza per far decorrere il termine breve per l’impugnazione va fatta alla parte personalmente, la quale è, così, posta in condizione di informarsi della ragione per cui ha ricevuto la notifica (in luogo del proprio difensore) e di rivolgersi ad altro professionista per proporre una tempestiva impugnazione.

Il principio sopra enunciato è stato affermato dalla Corte di Cassazione nella recente pronuncia n.11298/2018 oggi in commento.

Nel caso in esame, gli attori, usufruttuari di un immobile, lamentavano la violazione della distanza legale rispetto ad opere costruite da una società e chiedevano il pagamento dell’indennità ex art. 885 c.c., nonché la riduzione in pristino delle opere realizzate in violazione. Il Tribunale di Nocera Inferiore si pronunciava sul difetto di legittimazione attiva degli attori relativamente alla domanda di pagamento dell’indennità e di riduzione in pristino, disponendo la demolizione delle opere sporgenti nella proprietà degli attori e rigettando, però, la domanda di risarcimento. Avverso la pronuncia di primo grado la società costruttrice proponeva appello dinanzi alla Corte di Salerno, la quale respingeva l’impugnazione. La società proponeva quindi ricorso per Cassazione.

La Suprema Corte riteneva necessario affrontare preliminarmente l’eccezione di inammissibilità del ricorso, in quanto tardivo, avanzata dai resistenti.

Più precisamente, i resistenti evidenziavano che la società, a cui era stata notificata la sentenza d’appello, stante la sospensione dell’albo del proprio difensore, proponeva il ricorso oltre il termine di 60 giorni previsto dall’art. 325 comma II c.p.c.

La Corte di Cassazione – partendo dal presupposto che, ai sensi dell’art. 328 c.p.c., il termine per impugnare è interrotto, se durante la pendenza del termine di cui all’art. 325 c.p.c. si verificano un evento di cui all’art. 299 c.p.c. (in cui rientra la sospensione come disposto dall’art 301 c.p.c.), e il nuovo termine decorre dal momento in cui la notifica è rinnovata – ha rilevato la necessità di distinguere due ipotesi.

In particolare l’ipotesi in cui la mancanza del difensore interviene in un momento processuale in cui la parte, munitasi di un difensore, resta personalmente indifferente rispetto allo svolgimento del processo, rispetto a quella in cui l’evento sopraggiunge (o persiste) nel termine per impugnare.

“In tale ipotesi, che ricorre nel caso in esame, la notifica della sentenza alla parte personalmente costituisce l’unico mezzo per far decorrere il termine breve dell’art. 325 c.c. poiché la parte difesa dall’avvocato sospeso, radiato o deceduto è posta in condizione di informarsi del perché abbia ricevuto la notifica e del perché non sia stata eseguita al difensore ed è quindi nella possibilità di rivolgersi ad altro professionista per proporre una tempestiva impugnazione. Non si configura alcun onere del notificante di dare avviso alla controparte dell’evento che ha colpito il difensore, né tantomeno può ritenersi che il termine per impugnare decorra dal momento in cui la parte raggiunta dalla notifica abbia avuto conoscenza legale della causa interruttiva (così, in motivazione, Cass. S.U. 8.2.2010, n. 2714)”.

Nel caso di specie, considerato che la sospensione del precedente difensore, verificatasi in data anteriore alla pubblicazione della sentenza d’appello e nella pendenza del termine per impugnare, era documentata, così come era altresì provata la tardività del ricorso rispetto alla notifica della sentenza, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, evidenziando peraltro come risultava del tutto irrilevante che la notifica della decisione fosse stata eseguita a soli fini esecutivi, poiché non essendo la controparte munita di difensore, non veniva in considerazione il fine processuale per il quale essa era stata eseguita.

Cass., Sez. II Civ., 10 maggio 2018, ordinanza n. 11298 (leggi la sentenza)

Ludovica Citarella – l.citarella@lascalaw.com

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