Siete qui: Oggi sulla stampa

UniCredit apre l’era dei bond cuscinetto

Sono stati sufficienti poco più di dieci giorni a UniCredit per prendere le misure alla nuova normativa ed emettere sul mercato il primo senior non-preferred bond della storia italiana. Ieri il gruppo di piazza Gae Aulenti ha infatti collocato un’obbligazione da 1,5 miliardi di euro a un tasso fisso dell’1% con scadenza 5 anni e con le caratteristiche dei nuovi «strumenti di debito chirografario di secondo livello» introdotti a partire dal primo gennaio attraverso la Legge di Bilancio 2018.
Un’operazione che era appunto nell’aria, perché la stessa UniCredit aveva indicato nel piano industriale 2017-19 presentato a Londra a metà dicembre di voler emettere titoli senior non-preferred per un ammontare di 6 miliardi di euro, da sommarsi idealmente ai 2,4 miliardi di Tier 2 e ai 750 milioni di Additional Tier 1 (At1). Strumenti simili, che costituiscono una sorta di via di mezzo fra le obbligazioni che offrono il maggior grado di tutela nei confronti dell’investitore (senior) e quelle che invece contengono condizioni potenzialmente più penalizzanti (subordinate) e che per questo motivo sono stati anche ribattezzati «bond cuscinetto», sono del resto importanti per UniCredit, l’unica banche italiana a essere inclusa fra le «G-sib» di rilevanza sistemica globale.
I senior non-preferred bond entrano infatti a far parte delle passività computabili ai fini del cosiddetto Mrel (minimum requirement for own funds and eligible liabilities), il requisito introdotto dalla direttiva europea sul risanamento e la risoluzione delle banche (Brrd) con l’obiettivo di assicurare il buon funzionamento del meccanismo del bail-in, e per le banche di interesse sistemico, come appunto UniCredit, anche per il Tlac (total loss absorption capacity) a partire del 2019. Già presenti in altri Paesi dell’Unione come Germania, Spagna, Olanda e Francia, dove Bnp Paribas ha rotto il ghiaccio per il 2018 la scorsa settimana con un’emissione da 2 miliardi di dollari, sono una relativa novità per il nostro Paese.
L’esempio di UniCredit è però destinato a essere seguito, forse anche a breve: «L’emissione non rimarrà sola, perché presto anche altre grandi banche italiane utilizzeranno i senior non-preferred bond per rientrare e rispettare le nuove direttive sul capitale con particolare riferimento al debito preposto all’assorbimento delle perdite», sottolinea Alex Pelteshki, co-manager del Kames Strategic Global Bond Fund. «Gli investitori – aggiunge Pelteshki – devono ricordare che, contrariamente alle tradizionali obbligazioni senior unsecured, catalogabili come strumento di finanziamento, i senior non-preferred bond costituiscono essenzialmente titoli di capitale, cosa che li rende più simili ai titoli Tier 2 piuttosto che al debito senior».
A differenza di ciò che avviene negli altri Paesi europei, in Italia questa tipologia di titoli non sarà tuttavia direttamente disponibile per il pubblico retail, per una particolare forma di tutela che il Parlamento italiano ha riservato al risparmiatore privato.
Scendendo nel dettaglio dell’operazione di ieri – curata da Ing, JpMorgan, Santander, Societe Generale Cib, Ubs e Unicredit come joint bookrunners e alla quale ha partecipato anche Clifford Chance in qualità di advisor legale – il prezzo è stato fissato a 99,651, lo spread rispetto al tasso swap a 5 anni è stato quindi pari a 70 punti base per un rendimento a scadenza dell’1,072 per cento. «Confrontando l’emissione odierna con la curva dei tassi offerti da UniCredit crediamo che la differenza di pricing esistente tra la classe di bond senior non-preferred e quella Tier 2 sia troppo stretta e per questo preferiamo investire in queste ultime obbligazioni, dove crediamo possa esserci maggior valore», nota Steve Hussey, Head of Financial Institutions Credit Research di AllianceBernstein. Le richieste, pari a 4,25 miliardi, sono però state quasi triple rispetto all’ammontare collocato. Il mercato, evidentemente, ha apprezzato la novità.

Maximilian Cellino

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche

Mps non si costituirà parte civile nel processo a carico degli ex vertici della banca, l’ex presi...

Oggi sulla stampa

Suona come una hard Brexit: “Stop a chi arriva in Gran Bretagna in cerca di lavoro”. Ma dal punt...

Oggi sulla stampa

Cosa cambia con la sentenza 18287/2018 delle Sezioni Unite sull’assegno di divorzio? Con il princi...

Oggi sulla stampa