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Un alert per anticipare la crisi

La riforma dei fallimenti scommette decisamente sui tempi: di anticipazione della crisi e di accelerazione della procedura. Questa doppia spinta emerge chiaramente dal testo approvato in via definitiva dal senato (A.s. n. 2681 «Delega al governo per la riforma delle discipline della crisi di impresa e dell’insolvenza») e che ora attende la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. È vero che si tratta di una delega, tale per cui il governo avrà 12 mesi di tempo per disciplinare le tre colonne portanti della riforma (le procedure concorsuali, la disciplina della composizione delle crisi da sovraindebitamento e il sistema dei privilegi e delle garanzie).

Ma nell’ambito di questa delega il senso profondo dell’intervento (semplificazione, snellimento, accelerazione dell’iter, tutela per le imprese etc.) viene chiaramente fuori. Vediamo in che modo.

Misure acceleratorie

Per quanto riguarda le misure acceleratorie basta per esempio dare un’occhiata all’articolo 7 del ddl, illustrato dal servizio studi di palazzo Madama. Per una rapida chiusura della procedura di liquidazione giudiziale, che sostituirà l’attuale disciplina del fallimento, bisognerà prevedere di affidare al curatore anche la fase di riparto dell’attivo (anziché al giudice delegato, cui si può, tuttavia, proporre opposizione) nonché di integrare la disciplina della procedura di liquidazione in relazione a procedimenti giudiziari pendenti (in cui sia parte il curatore). Il curatore dovrà conservare la legittimazione esclusiva in relazione ai procedimenti e mantenere aperta la partita Iva anche dopo la chiusura della liquidazione giudiziale, in pendenza di procedimenti giudiziari. Non solo. Nel caso di società di capitali, in particolari ipotesi di chiusura della procedura di liquidazione il curatore potrà convocare l’assemblea ordinaria dei soci per assumere decisioni riguardanti la possibilità o meno di prosecuzione dell’attività d’impresa.

Misure anticipatorie

Al sistema di alert destinato a fungere da campanello d’allarme, di anticipazione della crisi d’impresa è invece dedicato l’articolo 4 del ddl. L’idea che il governo dovrà rendere concreta è che uno strumento stragiudiziale e confidenziale di sostegno alle imprese, diretto a una rapida analisi delle cause del malessere economico e finanziario dell’impresa, possa sfociare in un servizio di composizione assistita della crisi e quindi evitare quello che ora si chiama fallimento. Il fulcro di questo alert di crisi è un organismo istituito presso ciascuna camera di commercio. Esso nominerà un collegio composto di tre esperti (rappresentanti del tribunale, delle associazioni di categoria e della camera di commercio) che su istanza del debitore, dovrà addivenire a una soluzione concordata della crisi entro sei mesi al massimo. In questo caso, come evidente, all’aspetto anticipatorio si unisce anche quello di accelerazione della procedura. L’organismo dovrà comunicare immediatamente ai creditori pubblici qualificati l’avvenuta presentazione dell’istanza da parte del debitore, verificare se è stata raggiunta una soluzione concordata tra il debitore e i creditori entro i termini previsti, segnalare al pm l’eventuale mancato raggiungimento di un accordo con i creditori. Sul versante societario, il ddl impone agli organi di controllo societari e agli organi di revisione di avvisare immediatamente gli amministratori dell’esistenza di indizi fondati di uno stato di crisi. Se questi nicchiano, ecco scendere in campo l’organismo di composizione della crisi. A far squillare i campanelli d’allarme saranno anche per esempio l’Agenzia delle entrate (l’interessato non paga da un pezzo arretrati fiscali d’importo rilevante), l’Inps (lo stesso, ma per i contributi) ecc. Alla fin fine, se i deputati organi societari non provvedono, l’organismo di composizione della crisi convoca confidenzialmente il debitore per individuare le misure più idonee per uscire dallo stato di crisi. Il rovescio della medaglia, in senso positivo per l’imprenditore, è che se egli si attiva per tempo innescando, ad esempio, la procedura di allerta, potrà godere di misure premiali. Come l’esonero dalla responsabilità penale per i delitti previsti dalla legge fallimentare, attenuanti per tutti gli altri reati e riduzioni di interessi e sanzioni relativi ai debiti fiscali dell’impresa.

Lorenza Morello

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