Ultrattività della procura alle liti

Il difensore, munito di procura alle liti, valida per gli ulteriori gradi del processo, è legittimato a proporre impugnazione (ad eccezione del ricorso in Cassazione, che richiede la procura speciale) in rappresentanza della parte, anche se deceduta successivamente alla sottoscrizione del mandato.

Ciò in conformità del principio dell’ultrattività del mandato alla lite sancito dalle Sezioni Unite, e ribadito da una recente pronuncia della Cassazione, secondo il quale in caso di morte o di incapacità sopravvenuta della parte costituita a mezzo di procuratore, l’omessa dichiarazione o notificazione di tale evento ad opera di quest’ultimo, implica che l’avvocato continui a rappresentare la parte come se questa fosse ancora in vita o capace. In questo modo, la posizione giuridica della parte risulta stabilizzata nell’ambito del processo, nonché in caso di proposizione dell’impugnazione o di sua successiva quiescenza.

Ciò non accade, invece, qualora, nella fase di impugnazione, si costituiscano gli eredi del defunto o il rappresentante legale del divenuto incapace, ovvero il suo procuratore (già munito di procura alle liti valida per gli ulteriori gradi di giudizio) dichiari in udienza o notifichi l’evento, o ancora nel caso in cui la parte rimane contumace e l’evento venga dichiarato dall’altra parte o notificato o certificato dall’ufficiale giudiziario ai sensi dell’art. 300 quarto comma c.p.c.

Cass. 11/04/2018, n. 8953 (leggi la sentenza)

Serena Cefola – s.cefola@lascalaw.com

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