UIF: comunicazioni antiriciclaggio da parte della Pubblica Amministrazione

In data 23 aprile 2018, l’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia (“UIF”) ha pubblicato le “istruzioni sulle comunicazioni di dati e informazioni concernenti le operazioni sospette da parte degli Uffici delle Pubbliche Amministrazioni”.

Il documento mira a dare esecuzione all’art 10, comma 4, D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231 in base al quale, al fine di consentire lo svolgimento di analisi finanziarie mirate a far emergere fenomeni di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, le Pubbliche Amministrazioni devono comunicare alla UIF i dati e le informazioni concernenti le operazioni sospette di cui vengano a conoscenza nell’esercizio della propria attività istituzionale.

Le Pubbliche Amministrazioni effettuano la comunicazione telematicamente, a prescindere dalla rilevanza e dall’importo dell’operazione sospetta, tramite il portale INFOSTAT-UIF della Banca d’Italia e previa adesione al sistema di comunicazione on-line.

Il contenuto della comunicazione si articola in:

  1. dati identificativi della comunicazione;
  2. elementi informativi in forma strutturata;
  3. elementi descrittivi in forma libera;
  4. – eventuali documenti allegati.

Nei dati identificativi della comunicazione devono essere riportate le informazioni che identificano e qualificano la comunicazione e la Pubblica Amministrazione. In particolare, la comunicazione indica se nell’operatività è stato ravvisato il sospetto di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo e deve contenere il riferimento (numero identificativo o numero di protocollo) a eventuali comunicazioni ritenute collegate e il motivo del collegamento.

Gli elementi informativi in forma strutturata riguardano le operazioni, i legami tra le operazioni, i rapporti, i soggetti ai quali si riferisce l’attività amministrativa, i legami tra le operazioni e i rapporti, i legami tra le operazioni/i rapporti e i soggetti, i legami tra i soggetti.

La comunicazione può contenere il riferimento a più operazioni che appaiano tra loro funzionalmente o economicamente collegate. È consentito, altresì, riportare operazioni ritenute non sospette qualora siano necessarie per la comprensione dell’operatività descritta o del sospetto manifestato.

Gli elementi descrittivi in forma libera, invece, si riferiscono all’operatività oggetto della comunicazione e ai motivi del sospetto. Nella descrizione occorre fare riferimento al contesto economico finanziario, illustrando in modo esauriente e dettagliato i motivi del sospetto, ossia le ragioni che hanno indotto le Pubbliche Amministrazioni a sospettare l’operazione come collegata a riciclaggio o finanziamento del terrorismo e a effettuare la comunicazione.

In particolare, deve risultare chiaro l’iter logico seguito dalle Pubbliche Amministrazioni nella valutazione delle anomalie rilevate nell’operatività oggetto della comunicazione. Non solo, le informazioni, esposte in forma sintetica, devono risultare necessarie o utili alla comprensione dei collegamenti fra operazioni, rapporti e soggetti coinvolti, ed essere finalizzate a consentire, ove possibile, di ricostruire il percorso dei flussi finanziari individuati come sospetti, dall’origine all’impiego degli stessi.

Ulteriori ed eventuali documenti possono essere allegati se ritenuti, dalle Pubbliche Amministrazioni, necessari ai fini della descrizione dell’operatività sospetta.

Claudio Saba – c.saba@lascalaw.com

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