Siete qui: Oggi sulla stampa

Ubi, c’è l’offerta per le good-banks

Un euro a carico di Ubi (e di Bper), oltre 4 miliardi a carico del sistema bancario. Al netto degli oneri accessori (leggi Atlante), delle azioni e obbligazioni cancellate o rimborsate. Con ogni probabilità sarà questo il conto finale del salvataggio di Banca Marche, Popolare Etruria, CariChieti e CariFerrara. Un conto salatissimo, ma per lo meno “finale”, cioè destinato a chiudere definitivamente la partita: ieri sera, infatti, a quanto si apprende i consigli di Ubi hanno approvato un’offerta vincolante per Marche, Etruria e Chieti, mentre nelle prossime settimane Bper dovrebbe fare altrettanto per Ferrara.
Per quanto riguarda Ubi, ieri positiva a Piazza affari (+1,07%), l’ufficialità è attesa per le prime ore di oggi, quando con una nota l’ex popolare dovrebbe confermare modalità e condizioni per l’acquisto. Che erano e restano tante, a conferma di un’operazione lunga e sofferta: in partita da settembre, la banca guidata da Victor Massiah e presieduta da Andrea Moltrasio non ha mai voluto considerare l’ottica del salvataggio e dunque prima di mettere nero su bianco il proprio interesse ha preteso che le banche venissero rimesse definitivamente in ordine. A spese di Atlante, che con 200 milioni attiverà la cartolarizzazione di 2,2 miliardi di crediti deteriorati a un prezzo vicino al 30% del valore nominale, e del Fondo di risoluzione, che con circa mezzo miliardo coprirà il badwill e sterilizzerà il contenzioso. I 700 milioni, però, vanno sommati ai 2,350 miliardi già versati dal Fondo di risoluzione nel 2015 e agli 1,6 miliardi del prestito ponte che non sarà rimborsato: è così che il conto del salvataggio sale ben oltre ai 4 miliardi, che potranno essere in parte bilanciati dalle plusvalenze che la Rev potrebbe contabilizzare nei prossimi mesi con la cessione dei 9 miliardi di sofferenze ricevute dalle quattro banche.
Tornando a Ubi, secondo quanto risulta a Il Sole, spenderà un euro, cioè un prezzo simbolico, per rilevare le tre banche. Da cui però riceverà in dote oltre 600 milioni di crediti fiscali, spalmabili in cinque diversi esercizi. Non è una dote da poco; per l’ex popolare si tratta di una posta che impatterà sull’ultima riga dei prossimi bilanci, e che conferma come oggi, senza un incetivo economico, nessuno sia disposto a comprare asset bancari tradizionali: era successo un anno fa con i 240 milioni trasferiti da Barclays a CheBanca! insieme alle sue 85 filiali in Italia, si ripete ora con Ubi e i 900mia clienti delle tre banche, con 15 miliardi di impieghi e 18 di raccolta.
Formalizzata l’offerta, è stata inviata all’azionista unico, cioè la Banca d’Italia nelle vesti di Autorità di risoluzione: la decisione spetta al direttorio, che nella prossima riunione di martedì 17 dovrebbe accettare l’offerta. In ogni caso servirà l’autorizzazione della Bce: per il closing, quindi, ci sarà da aspettare almeno il mese di marzo, termine entro il quale Atlante avrà terminato la due diligence sui crediti e avviato la cartolarizzazione. Le tre banche entreranno in Ubi con un Cet1 superiore al 9% e per qualche mese resteranno parcheggiate fuori dal bancone: giusto il tempo, a quanto si apprende, di sottoporre ai soci nell’assemblea di aprile l’integrazione ma soprattutto un aumento da 400 milioni, necessario per mantenere l’11,68% di Cet1 attualmente vantato dal gruppo anche nel perimetro allargato. A quanto si apprende, la ricapitalizzazione avverrà verso metà 2017 e con diritto d’opzione per i soci attuali, con le compagini storiche – bresciana, bergamasca e cuneese – che già avrebbero dato la propria disponibilità a sottoscrivere.
Per la cessione di CariFerrara a Bper ci sarà invece da aspettare ancora un paio di settimane. Oggi il cda della banca guidata da Alessandro Vandelli esaminerà il dossier in cda ma servirà ancora qualche approfondimento tecnico per approdare a un’offerta.

Marco Ferrando

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche

Tu vendi - Npl e Creditis - ai prezzi delle offerte vincolanti, e io compro le tue azioni. È quanto...

Oggi sulla stampa

Alitalia, la compagnia che è fallita due volte, piace e vola da sola grazie ad un’iniezione di li...

Oggi sulla stampa

L’immigrazione non è troppa se si guarda alla componente regolare (quella nettamente prevalente) ...

Oggi sulla stampa