Transa che ti passa

È possibile impugnare una transazione invocando la nullità di alcune clausole del contratto oggetto dell’accordo? Sì, ma è richiesta espressamente, oltre all’ignoranza della nullità da parte di colui che chiede l’annullamento, l’essenzialità delle clausole impugnate rispetto al contratto stesso.

L’articolo 1972 c.c contiene la disciplina della transazione relativa ad un titolo nullo: al primo comma sanziona la nullità di una transazione relativa ad un contratto illecito, mentre al secondo comma dispone che: “negli altri casi in cui la transazione è stata fatta relativamente ad un titolo nullo, l’annullamento di essa può chiedersi solo dalla parte che ignorava la causa di nullità del titolo”. Il codice stabilisce quindi la validità della transazione fatta su un titolo nullo, salvo che la nullità derivi da illiceità (comma 1), e salvo che la parte ignorasse la causa di nullità del titolo (comma 2).

Ciò premesso, ed entrando nel merito della sentenza in commento, l’attore, mutuatario e correntista, citava in giudizio l’Istituto di Credito e chiedeva al Giudice di accertare l’applicazione di interessi usurari e anatocistici sul contratto di mutuo e sui due rapporti di conto corrente. Relativamente al rapporto di conto corrente sosteneva altresì che erano state applicate commissioni di massimo scoperto e interessi ultralegali in assenza di valida pattuizione. Chiedeva pertanto al Tribunale di Lecce di dichiarare la nullità dei contratti e di rideterminare il saldo dei due rapporti di conto corrente.

La Banca si costituiva e, in via preliminare, chiedeva che il Tribunale dichiarasse inammissibile la domanda per intervenuta transazione tra le parti: in sede di trattative, si era pervenuti infatti a tre differenti accordi.

Il Giudice, rilevava che era certamente intervenuta una transazione (vi erano state reciproche concessioni tra le parti) e che vi era prova scritta della stessa. Tuttavia, anche se l’attore aveva avanzato delle contestazioni relativamente ad alcune clausole dei contratti qualificabili come contestazioni di nullità, il Giudicante riteneva di non applicare l’art. 1972 c.c. e la transazione poteva pertanto ritenersi valida e non nulla. E ciò per il seguente motivo: le clausole impugnate non rivestivano il carattere dell’essenzialità.

Come affermato dalla S.C. «la nullità della transazione su titolo nullo ex art. 1972 cod. civ. non consegue alla nullità di singole clausole del contratto base, se di esse non risulti, ai sensi dell’art. 1419 cod. civ., l’essenzialità rispetto al contratto stesso. (Nella specie, in applicazione del principio, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che, dichiarate nulle le clausole di commissione di massimo scoperto, rinvio agli usi su piazza e anatocismo inerenti ad un contratto di conto corrente bancario, aveva esteso la declaratoria di nullità alla transazione intervenuta sul medesimo contratto, omettendo di verificare se, nell’economia di quest’ultimo, le clausole nulle fossero essenziali)» (Cass., sez. I, 31.05.2012, n.8776).

Nel caso di specie, premessa la genericità delle contestazioni dell’attore, il Tribunale riteneva che: quanto alla capitalizzazione periodica degli interessi, uno dei due contratti era nato dopo il 2000, mentre l’altro era sorto nel 1998 ma la delibera del CICR, entrata in vigore il 09.02.2000, ha poi previsto la stessa periodicità di capitalizzazione trimestrale; le contestazioni circa l’applicazione di interessi usurari nei conti correnti e nel contratto di mutuo erano infondate; il metodo di ammortamento alla francese era pienamente legittimo.

“Alla luce di quanto sopra specificato, quindi, deve ritenersi che la transazione stipulata tra le parti sia perfettamente valida, con la conseguenza che deve affermarsi la carenza di interesse ad agire dell’attore a far valere eventuali irregolarità di contratti, con riferimento ai quali le contestazioni sono state superate dalla transazione”.

Il Tribunale di Lecce rigettava le domande dell’attore e lo condannava al pagamento delle spese di lite.

Tribunale di Lecce, 18 maggio 2018, n. 1918 (leggi la sentenza)

Alessandra Buccolieri – a.buccolieri@lascalaw.com

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