Titolo in copia? Esclusi dal riparto

Con la sentenza in commento, i Giudici della Cassazione confermano il principio per cui il creditore che promuove l’esecuzione forzata o vi interviene in forza di un titolo esecutivo ha l’obbligo di depositare agli atti lo stesso titolo in originale e dunque, laddove si tratti di titoli giudiziali, la copia del provvedimento spedita in forma esecutiva ai sensi dell’art. 475 c.p.c.;

La fattispecie trae origine dalla circostanza per cui una banca fosse intervenuta nell’ambito di una procedura esecutiva immobiliare allegando al proprio atto costitutivo dapprima delle semplici copie conformi di assegni bancari e poi –e su ordine del Giudice di depositare i relativi originali entro un termine preciso-, sette copie conformi di decreti ingiuntivi ottenuti sulla base di essi.

Ritenuti sufficienti i decreti ingiuntivi prodotti, il GE ammetteva la banca al riparto ma la creditrice procedente promuoveva opposizione ai sensi dell’art. 617 c.p.c. per eccepire la mancata prova che i decreti ingiuntivi fossero stati emessi sulla base degli assegni (posti a fondamento dell’intervento) e, quindi in ultima analisi contestava la mancanza di un titolo idoneo a partecipare al riparto.

Ritenuto che la banca avesse correttamente documentato la correlazione tra i decreti ingiuntivi  e gli assegni posti alla base dell’intervento (producendo i fascicoli della relativa fase monitoria) nel corso del giudizio di merito, il Giudice rigettava l’opposizione;

Tuttavia, come verrà rilevato nel successivo ricorso in Cassazione, ometteva di considerare che detta produzione documentale sarebbe dovuta avvenite in sede esecutiva ed entro il preciso termine concesso dal Giudice dell’esecuzione.

In altri termini come osserveranno i Giudici della Cassazione, la prova dei titoli fornita dalla banca in sede di opposizione risultava oramai tardiva e insufficiente a sanare la decadenza dal termine concessa dal Giudice dell’esecuzione.

Tanto veniva statuito sulla scorta della pronuncia Cass. n. 2044 del 27/01/2017, secondo cui “il progetto di distribuzione può prescindere dai crediti per i quali non siano stati prodotti i necessari documenti giustificativi entro il termine a tale scopo fissato dal Giudice dell’esecuzione..”.

Pertanto, anche nell’ipotecasi in cui venga autorizzata la sostituzione del titolo con una copia conforme, costituisce preciso onere del creditore procedente o intervenuto titolato produrre agli atti i relativi originali quanto meno sino al momento dell’assegnazione delle somme con conseguente preciso onere, quindi, di rispettare il termine fissato dal GE o dal professionista delegato per adempiere a detta produzione documentale.

In considerazione di tanto, la Cassazione accoglieva il ricorso promossa dalla creditrice e cassava la sentenza impugnata con rinvio alla Corte d’Appello di Roma.

Cass., Sez. III Civ., 25 Maggio 2017, n. 13163

Fabrizia D’Alba – f.dalba@lascalaw.com

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