Termine perentorio? Ai posteri l’ardua sentenza

La mancata attivazione della procedura di mediazione nel termine assegnato comporta l’improcedibilità del giudizio e la cancellazione della causa dal ruolo.

Questa la decisione netta assunta dal Tribunale di Gela, con ordinanza del 4 gennaio scorso.

Il provvedimento oggi segnalato costituisce l’ennesima conferma di come la normativa dettata in tema di mediazione lasci tuttora aperte molte questioni e sia oggetto di contrastanti interpretazioni da parte della giurisprudenza. Soltanto qualche tempo fa segnalavamo ai lettori di Iusletter come il Tribunale di Trapani avesse fatta propria la tesi della Corte d’Appello milanese, secondo la quale il termine assegnato dal giudice e finalizzato all’introduzione della mediazione non possa considerarsi perentorio, atteso che non corrisponde ad un termine processuale cui applicare il disposto di cui all’art. 154 c.p.c.

Il Giudice gelese ha nuovamente ribaltato tale tesi, ritenendo – di contro – che il predetto termine sia invece perentorio e che la naturale conseguenza del suo mancato rispetto non possa che essere la dichiarazione di improcedibilità della causa, come prescritto dal legislatore.

L’incertezza, pertanto, è ancora imperante in tema di mediazione e non si può che confidare in un intervento chiarificatore del legislatore ovvero in una presa di posizione più unitaria da parte dei giudici di merito.

Tribunale di Gela, ordinanza del 4 gennaio 2018

Simona Daminelli – s.daminelli@lascalaw.com

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