Teleselling outbound: l’Antitrust replica con sanzioni “bollenti”

Con il provvedimento n. 271658, pubblicato nel bollettino ufficiale n. 20/2018 del 28 maggio 2018, l’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato ha sanzionato una società di fornitura di energia elettrica e gas per comportamenti contrari al codice del consumo, consistenti nell’attivazione di servizi di fornitura non richiesti da parte degli utenti, il cui consenso veniva carpito tramite call center.

Sotto la lente dell’Autorità sono finite le condotte tenute dai venditori di energia i quali, senza una corrispondente manifestazione di volontà del consumatore, concludevano contratti a distanza aventi ad oggetto l’attivazione di forniture di energia elettrica, offerte con modalità cd. “ricaricabile”: in altre parole il consumatore attivava il servizio effettuando un pagamento inziale di € 130,00 comprensivo dei costi di attivazione di € 30,00 nonché di un credito per il consumo futuro di energia elettrica pari ad € 100,00.

Tutto ciò attraverso una procedura definita di “teleselling outbound” con cui il consumatore veniva contattato telefonicamente dagli operatori di un call center i quali, attraverso informazioni ritenute dell’Authority ingannevoli, riuscivano ad ottenere il consenso alla registrazione della telefonata addebitando in conto corrente i costi di attivazione del servizio e ricarica. Infine, se non giungevano richieste di recesso da parte dei consumatori, il fornitore provvedeva alla spedizione del contratto cartaceo.

Dalla documentazione ottenuta nel corso del procedimento istruttorio, è emerso come i consumatori siano stati indotti a credere (grazie all’utilizzo di informazioni personali tra i quali numero di POD, anagrafica e codice IBAN) che l’offerta provenisse dal loro attuale fornitore, e non da un nuovo venditore, lamentando da un lato l’addebito non autorizzato sui propri conti correnti dei suddetti costi di attivazione e, dall’altro, la mancata gestione, da parte del fornitore, di un elevato numero di reclami, richieste di recesso o di rimborso pervenute dai consumatori.

Le condotte aggressive e ingannevoli consapevolmente adottate dalla società di vendita, il grado e l’attualità dell’offesa arrecata (i consumatori coinvolti sono alcune migliaia), nonché il notevole pregiudizio economico sono alla base della scelta operata dall’Authority che, per esigenze di gravità, urgenza e indifferibilità ha giustificato l’adozione del provvedimento cautelare, imposto alla società lo scorso 24 aprile.

Con la suddetta delibera, l’Antitrust ha sospeso il fornitore di energia dal porre in essere ogni tipo di attività consistente: i) nella conclusione di contratti a distanza e attivazione di forniture di energia elettrica (teleselling outbound) in assenza di una corrispondente manifestazione di volontà del consumatore; ii) nella predisposizione di ostacoli all’esercizio dei diritti contrattuali da parte dell’utente; iii) nell’utilizzo improprio e non autorizzato di dati tecnici e personali riguardanti le forniture esistenti; iv) nell’addebito dei costi di attivazione e di ricarica sui conti correnti dei consumatori per la fornitura non richiesta, contrariamente agli artt. 27 comma III Codice del Consumo e 8 comma III del Regolamento.

Provvedimento n. 271658, pubblicato nel bollettino ufficiale n. 20/2018 del 28 maggio 2018

Silvia Sartori – s.sartori@lascalaw.com

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