T.E.M.O….non ti temo!

Confermata l’inattendibilità tecnica e giuridica del c.d. T.E.M.O. (Tasso Effettivo di Mora): la contestazione attualmente in voga in tema di contenzioso bancario non supera l’esame dei criteri tecnici e di legge.

Il Tribunale di Milano, in persona del dott. Francesco Ferrari, nel rigettare la domanda di nullità di un contratto di mutuo per pretesa violazione della normativa antiusura nell’ambito di un giudizio che ha coinvolto un istituto di credito cliente dello studio, ha sancito, in maniera netta, che sono prive di base normativa ed assolutamente inattendibili le modalità di calcolo del c.d. T.E.M.O (Tasso Effettivo di Mora).

Nello specifico, il nominato Giudicante ha chiarito che “tale nozione muove dal presupposto di sommare spese e oneri agli interessi moratori, effettuando una analogia con il concetto di Tasso Annuo Effettivo Globale (TAEG), senza tenere conto che quest’ultimo parametro ha logica solo se riferito agli interessi corrispettivi e agli oneri accessori all’erogazione del credito, dovendo escludere tale accessorietà degli oneri rispetto all’interesse moratorio, che invece dipende non dall’erogazione del credito, quanto piuttosto dall’inadempimento del debitore”.

Secondo quanto prospettato dal Tribunale, inoltre, deve ritenersi privo di fondamento, oltre che arbitrario, il metodo utilizzato, ai fini del calcolo del detto tasso, di ipotizzare – in mancanza di alcun riscontro con i fatti di causa – un ritardo nel pagamento della prima rata di ammortamento di 29 giorni. Altrettanto erronea è la tesi di parte attrice di parametrare la quota di interessi moratori alla quota capitale della rata tardivamente onorata, anziché al capitale residuo al momento del pagamento, con l’effetto di individuare, così facendo, un tasso di mora oltremodo superiore a quello effettivamente applicato.

In maniera netta, il dott. Ferrari ha poi sancito che “il raffronto, infatti, non può che essere condotto con riferimento al capitale residuo ancora non restituito alla scadenza della rata, atteso che è in relazione al capitale erogato che viene inizialmente pattuito il tasso di interesse corrispettivo costituente il costo del mutuo ed è in relazione a detto capitale, ridotto grazie al progressivo rimborso della rate, che vanno conteggiati alle scadenze pattuite gli importi pretesi a titolo di interessi. In realtà, infatti, ai fini del calcolo del tasso effettivo, TAEG, come disciplinato nella Direttiva 2011/90/UE e Provv. Banca d’Italia 28/3/2013, occorre la conoscenza ex ante degli interessi pagati e ciò non è evidentemente possibile in caso di mora, della quale non si conosce ex ante né la base di calcolo, né la durata”.

Inevitabile la conclusione: l’inattendibilità assoluta del calcolo del T.E.M.O. con il conseguente rigetto della relativa contestazione.

Tribunale di Milano, 13 febbraio 2018, n. 1525 (leggi la sentenza)

Alessandra Sangrigoli – a.sangrigoli@lascalaw.com

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