Sussite responsabilità amministrative della società capogruppo in caso di reato commesso da esponente della società controllata

Cass. Pen., 29 gennaio 2013, Sez. V, n. 4324

Massima: “Ai fini della responsabilità amministrativa degli enti è sufficiente che il soggetto autore del reato abbia agito per un interesse non esclusivamente proprio o di terzi, ma anche per un interesse riconducibile alla società della quale lo stesso è esponente, siffatto titolo di responsabilità è individuabile anche all’interno di un gruppo di società; potendo la società capogruppo rispondere per il reato commesso nell’ambito dell’attività di una società controllata laddove il soggetto agente abbia perseguito anche un interesse riconducibile alla prima.” (leggi la sentenza per esteso)

La Suprema Corte, in una recente pronuncia  (n. 4324 dep. 29/01/2013), ritiene sussistere la responsabilità amministrativa ex D.lgs. 231/01 della società capogruppo in dipendenza di reato commesso da soggetto appartenente ad una  società controllata, confermando – in tale ambito – la sentenza d’appello.

Nel caso di specie si trattava di reato di aggiotaggio commesso – nell’anno 2003 – da esponente di società controllata dalla Unipol S.p.A..

La Corte di Cassazione ha dunque annullato senza rinvio agli effetti penali la sentenza impugnata (C.A. di Milano del 16/07/2010), essendosi estinto per prescrizione il suddetto reato, facendo salvi gli effetti civili della sentenza e quelli relativi alla responsabilità amministrativa dell’ente ai sensi del D.lgs. 231/01 (“Decreto”).

Già precedenti pronunce della S.C. avevano  individuato e delineato gli ambiti entro i quali è riscontrabile la  responsabilità amministrativa  di cui al Decreto in capo alla holding, in dipendenza di reati commessi nello svolgimento dell’attività di altra società appartenente al medesimo gruppo ( Sez. 6, n. 36083 del 09/07/09, Mussoni, Rv 244256; Sez. 5,n. 24583 del 18 01 2011, Tosinvest, Rv 249820).

Nella sentenza in argomento gli Ermellini, richiamando tali principi, ritengono che la predette responsabilità è rinvenibile anche .. all’interno di un gruppo di società; potendo la società capogruppo rispondere per il reato commesso nell’ambito di un’attività della società controllata laddove il soggetto agente abbia perseguito un interesse anche riconducibile alla prima”.

Chiarisce dunque sul punto la sentenza che è irrilevante che il soggetto autore del reato (che deve naturalmente rientrare tra quelli contemplati dal Decreto)  abbia agito nell’ambito di un incarico affidatogli dalla società controllata, laddove l’attività svolta dal medesimo sia ricollegabile ad un interesse della società capogruppo, il cui vantaggio, nel caso di specie, è rinvenibile – a giudizio della S.C – nell’incremento del valore del titolo.

Alla luce di tale orientamento dei giudici di Piazza Cavour, appare sempre più importante il coordinamento e lo scambio costante di informazioni tra i soggetti che svolgono attività di vigilanza e controllo in materia di “compliance 231” all’interno delle società facenti parte di un medesimo gruppo.

 

(Diana Strazzulli – d.strazzulli@lascalaw.com)


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