Superflua la fase istruttoria se l’atto introduttivo non è altro che una congerie di contestazioni

Questo – in sintesi – quanto affermato dal Tribunale di Teramo che, a scioglimento della riserva assunta all’esito dell’udienza di ammissione mezzi istruttori, ha ritenuto la causa matura per la decisione.

Il magistrato, infatti, nello sfoltire l’atto di citazione avversario (“in molte parti si sollevano censure che non hanno alcuna attinenza con il finanziamento in oggetto […] e che sembrano più che altro mere allegazioni di stile relative ad un contratto di conto corrente affidato o con apertura di credito”) individua le uniche eccezioni che – apparentemente – potrebbero portare alla fase istruttoria della causa: i)mancanza di valida stipulazione del contratto in forma scritta”; ii) illegittimità del piano di ammortamento alla francese; iii) applicazioni di interessi di mora.

Nel ricollegare tali censure alla richiesta di C.T.U. di parte opponente, il Tribunale di Teramo ne afferma la sua inammissibilità statuendo che “la consulenza tecnica d’ufficio non è un mezzo istruttorio in senso proprio ed è quindi legittimamente negata dal Giudice qualora la parte tenda a supplire alla deficienza delle proprie allegazioni…”.

E ciò in quanto “per giurisprudenza costante il metodo di ammortamento alla francese non comporta di per sé violazione del divieto di anatocismo”, così come, poiché “la rilevazione del tasso viene stabilita, periodicamente, con un decreto del Ministero del tesoro che, evidentemente, ha natura di provvedimento amministrativo, motivo per il quale non può trovare applicazione il principio dello jura novit curia”, la contestazione in punto di usura non “può essere generica”.

Da ultimo, la richiesta C.T.U. non può trovare applicazione nemmeno con riferimento al primo punto, dal momento che nessun disconoscimento di firme è stato avanzato da parte opponente a fronte della produzione in giudizio della Banca delle copie del contratto.

Oltre rilevare nei termini giuridici appena descritti, a parere di chi scrive, l’ordinanza qui in commento risulta essere un monito al rispetto di quei valori di speditezza ed immediatezza che dovrebbero permeare gli atti giuridici.

Tribunale di Teramo, ordinanza del 05 luglio 2017 (leggi la sentenza)

Iliza Ugliano – i.ugliano@lascalaw.com

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