Superamento dell’accessorietà nella garanzia di matrice germanica

La speciale architettura negoziale del contratto autonomo di garanzia comporta l’impossibilità per il garante di far valere i vizi patologici del rapporto fondamentale.

E’ il Tribunale di Latina a ribadire che il contratto autonomo di garanzia ha la finalità di tenere indenne il creditore dalle conseguenze del mancato adempimento della prestazione principale, con la conseguenza che il garante non può opporre al creditore la nullità di una pattuizione relativa al rapporto fondamentale, salvo che si tratti di exceptio doli generalis.

Questa particolare forma di garanzia contempla una obbligazione diversa ed ulteriore rispetto all’obbligazione principale.

Viceversa, la fideiussione, sebbene con annessa clausola solve et repete, garantisce la stessa obbligazione di cui al rapporto fondamentale, in virtù del vincolo di accessorietà.

La differenza strutturale tra le due forme negoziali discende dall’elemento causale: nel contratto autonomo la causa risiede nel trasferire da un soggetto ad un altro il rischio economico connesso alla mancata esecuzione di una prestazione, mentre con la fideiussione viene tutelato l’interesse all’esatto adempimento della medesima obbligazione principale.

Alla luce dei predetti principi, il Giudice latinense, chiamato a decidere una causa di opposizione a decreto promossa dai garanti ingiunti, segnala come la nullità della pattuizione di interessi ultralegali ed anatocistici non si comunica al contratto autonomo di garanzia, precisando quanto segue: “il garante, improntandosi il rapporto tra lo stesso ed il creditore beneficiario a piena autonomia, non può opporre al creditore la nullità di un patto relativo al rapporto fondamentale, salvo che dipenda da contrarietà a norme imperative o dall’illiceità della causa e che, attraverso il medesimo contratto autonomo, si intenda assicurare il risultato vietato dall’ordinamento. Nondimeno, si deve escludere che la nullità della pattuizione di interessi ultralegali si comunichi sempre al contratto autonomo di garanzia, atteso che detta pattuizione – eccezion fatta per la previsione di interessi usurari – non è contraria all’ordinamento, non vietando quest’ultimo in modo assoluto finanche l’anatocismo, così come si ricava dagli artt. 1283 c.c. e 120 D.Lgs. n. 385 del 1993″ (Cassazione civile, sez. III, 03/03/2009, n. 5044; cass. 3326/2002).

La causa si è quindi conclusa con una sentenza di rigetto dell’opposizione proposta, conferma del decreto ingiuntivo opposto e condanna alle spese di lite a carico degli opponenti.

Tribunale di Latina, Sez. II, sentenza del 22 agosto 2018

Alessandra Gambadauro – a.gambadauro@lascalaw.com

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