E’ sufficiente la produzione del contratto di finanziamento ai fini della p.e.

Ciò è ritenuto possibile dal momento in cui la richiesta di concessione della provvisoria esecutività del decreto ingiuntivo opposto è stata accolta: questo è quanto di recente affermato dal Tribunale di Torino.

La ragione è presto spiegata.

“Il credito risulta provato dalla produzione del contratto di finanziamento (..) e ciò tenuto anche conto che nel caso in esame si tratta di un contratto di finanziamento, e non già di un contratto di conto corrente, pertanto si applicano i principi generali in forza dei quali il creditore che agisca per la risoluzione contrattuale, per il risarcimento del danno, ovvero per l’adempimento, deve soltanto provare la fonte (negoziale o legale) del suo diritto ed il relativo termine di scadenza, limitandosi alla mera allegazione della circostanza dell’inadempimento della controparte, mentre il debitore convenuto è gravato dell’onere della prova del fatto estintivo dell’altrui pretesa, costituito dall’avvenuto adempimento (Cass. Sez. Un. 13533/2001)”.

A ciò si aggiunga che: i) i “motivi [dell’opposizione] non risultano (allo stato degli atti) fondati”; ii)non è stata fornita la prova della sussistenza di un accordo transattivo il quale deve necessariamente essere provato per iscritto ai sensi dell’articolo 1967 del c.c. ovvero di patti sostitutivi e derogativi dell’iniziale contratto di finanziamento, anch’essi da provare per iscritto anche alla luce dei divieti di prova testimoniale in materia di pagamenti e contratti”; iii) “a fronte di conducente documentazione contestuale e contabile prodotta dalla parte opposta, l’odierna parte opponente non ha prodotto in atti alcuna perizia di parte recante l’indicazione di quale sarebbe l’effettivo assetto dei rapporti di dare/avere fra le parti, né ha formulato (..) alcuna ricostruzione antagonista dei rapporti dare/avere con l’indicazione dei saldi ritenuti esatti”; iv) “non vi è alcuna prova di eventuali contestazioni avvenute ante causam rispetto ai saldi debitori maturati in costanza di rapporto”; v) “i disconoscimenti operati dalla parte opponente non appaiono rilevanti al fine di decidere giacché del tutto generici, ovverosia non fondati su specifici e pertinenti elementi valutativi o allegatori”.

Pertanto, ha concluso il Tribunale, ricorrendo “un effettivo fumus di fondatezza della pretesa creditoria avanzata dalla parte opposta (..) deve pertanto accogliersi l’istanza di concessione della provvisoria esecuzione ex art. 648 del c.p.c.”.

Tribunale di Torino, ordinanza del 16 giugno 2017 (leggi la sentenza)

Alessandra Palermo – a.palermo@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche

È questa la conclusione raggiunta dal Giudice di Pace di Sant'Anastasia in un giudizio di risarcime...

Credito Al Consumo

È quanto affermato, tra le altre cose, dal Tribunale di Lecce in una recente ordinanza di concessio...

Credito Al Consumo

"La circostanza della non predeterminazione della settimana di godimento dell’appartamento non è ...

Credito Al Consumo