Segnalazione in Centrale Rischi legittima anche se manca il preavviso

Il mancato preavviso non determina di per sé l’illegittimità della segnalazione, dovendosi infatti verificare se in concreto risulti leso il diritto di difesa dell’interessato.

Di recente lo Studio ha ottenuto il rigetto di un ricorso cautelare promosso da una società nei confronti di un istituto di credito ed avente ad oggetto la richiesta di cancellazione di una segnalazione a sofferenza ritenuta illegittima. Il ricorrente, richiamate le vicende legate alla propria attività imprenditoriale, allegava il mancato preavviso di segnalazione e l’illegittimità di quest’ultima effettuata, a suo dire, in mancanza dei presupposti di legge. La società ricorrente deduceva, altresì, che a seguito della segnalazione aveva introdotto un giudizio di cognizione per ottenere la restituzione di interessi ultralegali, anatocistici ed usurari addebitati su conto corrente e che il c.t.u. nominato nell’ambito di quel giudizio aveva formulato quattro ipotesi di ricalcolo del saldo del conto, due delle quali confermavano le doglianze della correntista riducendo, in un caso, l’esposizione debitoria a poche centinaia di euro e, nell’altro, riconoscendo addirittura un credito della ricorrente verso l’istituto di credito.

La banca resistente – difesa dallo Studio anche nel giudizio di cognizione – eccepiva in primo luogo che la domanda di merito era stata rigettata e che la segnalazione a sofferenza, a suo tempo effettuata in presenza dei presupposti di legge, era cessata già dal lontano dicembre 2014 per via della cessione della posizione ad un terzo soggetto.

Pertanto, la resistente evidenziava l’insussistenza del periculum in mora atteso che: i) la segnalazione, peraltro datata, era addirittura cessata dal dicembre 2014 e, ii) allo scadere dei 36 mesi dall’ultima segnalazione (dicembre 2017) sarebbe maturato il c.d. “diritto all’oblio” della società ricorrente dal momento che nessun intermediario avrebbe più visualizzato la segnalazione, neanche dall’estratto storico.

Il Giudice, nell’aderire alle eccezioni sollevate dalla resistente in punto insussistenza del periculum in mora, ha evidenziato, altresì, che: “la mancata comunicazione preventiva non sarebbe di per sé sempre e comunque causa di illegittimità della segnalazione alla Centrale dei Rischi per difetto di un requisito formale, ma in questi casi si dovrebbe pur sempre esaminare – ora per allora – se, alla luce delle difese dell’interessato, sussistevano elementi oggettivi tali da far ritenere in concreto violato il diritto di difesa e quindi se sussistevano elementi che avrebbero ragionevolmente consentito, se portati tempestivamente a conoscenza della banca, di evitare la segnalazione a sofferenza. Osserva il Giudice, dando così continuità alla propria giurisprudenza, che la regola di fondo deve essere quella di un preavviso di almeno quindici giorni, ma che l’eventuale violazione di detto requisito formale non determina l’automatica illegittimità della segnalazione, dovendosi infatti verificare se in concreto risulta leso il diritto di difesa dell’interessato e se costui fosse, in concreto, in grado di contestare i dati e le valutazioni della banca, poste a fondamento della segnalazione”.

Tali considerazioni, unite all’insussistenza del periculum in mora, hanno portato al rigetto della domanda del ricorrente condannato, altresì, alla refusione delle spese di lite nei confronti dell’istituto di credito resistente.

Tribunale di Roma, 4 gennaio 2018, n. 61739 

Francesca Fiorito – f.fiorito@lascalaw.com

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