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“ Rivedere il ruolo di Mps poi cambieremo vertici” E il titolo crolla del 9%

Il governo in pectore schianta in Borsa una delle sue aziende, rilevata dal governo uscente con un esborso di 5,6 miliardi di soldi pubblici. Un valore dimezzato in nove mesi anche grazie ai 350 milioni di capitalizzazione persi ieri da Mps sull’onda dei timori per le intenzioni di Lega e 5 Stelle. Il fatto muove il ministro del Tesoro Pier Carlo Padoan, regista del salvataggio che ha parlato di «crisi di fiducia: basta poco a distruggerla, tirandosi dietro i risparmi degli italiani che a parole si vorrebbero tutelare».
Il temporale, nell’aria, è scoppiato di nuovo sulla banca senese, da anni terreno di scontro tra il Pd e le forze di ex opposizione, specie Lega e M5s. Proprio il duo che ora cerca di formare un esecutivo, e non ha mai nascosto la voglia di far “rinascere” la banca più antica del mondo. Proprio un passaggio del contratto tra i due partiti, nel paragrafo sulla tutela del risparmio, ha impaurito gli investitori: vi si legge che su Mps «lo Stato azionista deve provvedere alla ridefinizione della mission e degli obiettivi dell’istituto di credito in un’ottica di servizio». Assunzioni piuttosto vaghe, che hanno però portato Mps giù dell’8% dal mattino, e sotto i 3 euro. Questo dopo alcuni rialzi seguiti ai dati trimestrali, dove la banca ha rivisto dopo due anni un utile per 188 milioni (per due terzi voci extra, ma tutto fa). Nell’ottica rude di chi investe, ogni riferimento al ruolo pubblico di un’azienda porta verso lo zero la capitalizzazione. Nel pomeriggio, con l’azione a -10%, l’ad Marco Morelli ha risposto sul contratto Lega-M5s: «Non mi permetterei mai di parlare di una cosa che non conosco. Ho sempre detto che gli azionisti sono liberi di fare tutte le riflessioni che ritengono opportune sulla governance. Noi andiamo avanti e abbiamo un piano: ottenere dei buoni risultati più presto possibile » .
Il banchiere ha aggiunto di non avere incontrato esponenti delle forze nuove, che da mesi lo criticano. M5s settimane fa ha mandato il parlamentare Carlo Sibilia all’assemblea della banca a chiedere di votare per l’azione di responsabilità per 11 miliardi contro la passata gestione; ipotesi che il Tesoro, dopo un parere dell’avvocatura di Stato, ha detto irricevibile. Quanto alla Lega, uno dei suoi economisti di punta ha poi dato il benservito a Morelli, specificando cosa bolle in pentola. « Ottica di servizio per Mps in buona sostanza significa abbandonare l’idea di farci profitti vendendola a chissà chi, ma mantenerla come patrimonio del Paese ha detto il parlamentare Claudio Borghi -. Una delle cose pensate ai tempi della campagna elettorale riguarda le piccole filiali, un patrimonio per la Toscana: sembrava inutile pensare di chiuderle nel momento in cui non vuoi farci solo profitti » . Su di un cambio ai vertici, « non entra nel contratto ma è abbastanza probabile – ha aggiunto Borghi -, quasi naturale pensarlo ma è inutile scrivere nel contratto “ e poi cambiamo ad” » .
A fine giornata, con Mps che ha chiuso perdendo l’ 8,8%, Padoan tuona: « Le dichiarazioni di Borghi e le indicazioni della bozza su Mps hanno immediatamente creato una crisi di fiducia. Ho il dovere di ricordare a tutti i politici che la fiducia si costruisce poco per volta, basta poco per distruggerla » . Padoan e Borghi si sono fronteggiati a marzo nel collegio uninominale proprio a Siena: ha vinto di misura il primo. Oltre allo Stato, a pagare dazio ieri sono gli investitori esteri convinti da Morelli a Londra, un mese fa, a comprare titoli Mps. Ieri erano irritati, ma la loro soddisfazione è una precondizione necessaria per la strategia del Tesoro, di risollevare Mps per poi fonderla con altre banche uscendo così dal capitale. Entro il 2021 per l’esattezza, come da impegni presi con la Commissione europea per avere l’ok agli aiuti di Stato. Qualche investitore potrebbe aver chiesto alla Consob di valutare se c’è stata manipolazione del mercato. Ma trattandosi di una bozza di programma di governo, e non di una sparata, pare difficile perseguirla.
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