Risarcimento del danno se dall’articolo giornalistico si può dedurre l’identità del soggetto interessato

Cass., 27 gennaio 2014, n. 1608 (leggi la sentenza per esteso)

Con la sentenza 1608/2014, la Corte di cassazione ha stabilito un importante principio in tema di tutela della privacy: giornalisti ed editore devono risarcire il danno morale ed esistenziale per la violazione del diritto alla riservatezza se i protagonisti di un servizio giornalistico, pur non citati esplicitamente, sono comunque di fatto riconoscibili.

La vicenda riguarda la pubblicazione da parte di alcuni giornalisti di articoli che, pur non riportando espressamente il nome degli interessati, contenevano pur sempre inconfondibili riferimenti ai soggetti che, in tal modo, subivano un grave pregiudizio personale. Difatti a partire dalla pubblicazione del primo articolo vi era stata una vera e propria “esplosione mediatica”. In tal senso, il Tribunale di Bolzano, in primo grado, aveva precisato: “il primo servizio giornalistico, pur non indicando le generalità, conteneva tutta una serie di particolari individualizzanti certamente idonei a consentire ad un vasto (ovviamente in relazione alla popolazione della zona di diffusione del giornale) pubblico di “comprendere con immediato effetto di quale cameriera si trattava“.

Da questa considerazione, la Cassazione ne ha ricavato il principio secondo cui “l’individuabilità della persona offesa o di cui sono stati resi pubblici dati sensibili non ne postula l’esplicita indicazione del nominativo, essendo sufficiente che essa possa venire individuata anche per esclusione in via deduttiva, tra una categoria di persone, a nulla rilevando che in concreto tale individuazione avvenga nell’ambito di un ristretto gruppo di persone

Inoltre veniva eccepita in Cassazione anche la doglianza relativa alla violazione o falsa applicazione del codice deontologico dei giornalisti e della normativa sulla privacy (G.U. 179\1998 e d.lgs. 196\2003). A tal proposito la Suprema Corte ha specificato come “negare l’applicazione della normativa citata alle ipotesi di persona immediatamente riconoscibile pur in assenza della indicazione delle generalità, equivale a negare concreta efficacia alla normativa stessa e a renderla agevolmente aggirabile”.

26 febbraio 2014

(Franco Pizzabiocca – f.pizzabiocca@lascalaw.com)

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