Responsabilità omissiva colposa degli amministratori di srl: analogie con le spa

Come noto, quando il fatto dannoso sia stato compiuto da un altro amministratore, la colpa concorrente dell’amministratore che non lo abbia direttamente posto in essere (perché trattasi, ad esempio, di amministratore privo di deleghe o non operativo) – fattispecie omissiva colposa – può dunque consistere:

  1. a) nella colposa ignoranza del fatto altrui, per non avere adeguatamente rilevato i “segnali d’allarme” dell’altrui illecita condotta, percepibili con la diligenza della carica;
  2. b) nell’inerzia colpevole, per non essersi utilmente attivato al fine di scongiurare l’evento evitabile con l’uso della diligenza predetta.

Tali principi applicabili con riguardo agli amministratori non esecutivi di società azionaria, possono essere estesi – secondo la recentissima sentenza della Corte di Cassazione del 28 gennaio 2018, n. 2038 – anche agli amministratori di società a responsabilità limitata, nonostante numerose differenze letterali tra l’art. 2476 cc (in materia di srl) e l’art. 2392 cc (in materia di spa).

Basti pensare, ad esempio, al “mancato riferimento alla delega gestoria ed alla circolazione dei flussi informativi all’interno del consiglio; alla menzione di atti pregiudizievoli ancora da compiere e non degli atti pregressi,” etc.

Ciò in quanto “identico è, tuttavia, il contenuto normativo: si dà unicamente responsabilità colpevole, mai oggettiva, dovendo essa pur sempre essere ancorata almeno all’elemento soggettivo della colpa; alla “cognizione” del fatto altrui va equiparata la conoscibilità; la mera annotazione del “dissenso” non è sufficiente, non trattandosi di esenzione formale, ma di sostanziale assenza di colpa, posto che non al mero procedimento di rituale verbalizzazione del dissenso in occasione del consiglio di amministrazione deliberante l’atto dannoso è ancorato l’esonero da responsabilità, ma all’effettiva mancanza di qualsiasi colpa, sotto i due profili sopra menzionati”.

Pertanto, la <regola> della responsabilità solidale gestoria non esclude affatto che, sebbene in astratto tutti gli amministratori siano responsabili del danno cagionato alla società, in concreto, la responsabilità residui solo a carico di uno o taluno di essi. E che cosi come nell’illecito civile, la graduazione interna delle responsabilità si operi in relazione all’apporto effettivo di ciascuno alla causazione dell’evento, anche sino ad escluderne interamente quella di alcuno.

Cass., Sez. I Civ., 26 gennaio 2018, n.2038

Maria Giulia Furlanetto – m.furlanetto@lascalaw.com

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