Quale c.t.u. fai se gli estratti conto non li hai

Il correntista potrà godere della ripetizione solo delle rimesse per il cui versamento ha dato effettiva prova con il deposito degli estratti conto recanti le rispettive annotazioni a favore del cliente.

Questo quanto affermato dal Tribunale di Nocera Inferiore con la pronuncia n. 1326 del 18 settembre 2017.

Nella fattispecie de qua, una società conveniva in giudizio una Banca lamentando la nullità delle disposizioni contrattuali per applicazione di interessi ultralegali e violazione del divieto di anatocismo, chiedendo per l’effetto la rideterminazione del dare – avere tra le parti.

L’istituto di credito, costituendosi in giudizio, chiedeva il rigetto della domanda attorea, eccependo l’inammissibilità della stessa per difetto di allegazione. La Banca, infatti, evidenziava che parte attrice aveva depositato solo alcuni degli estratti conto relativi ai rapporti contestati.

Il Giudice accoglieva, comunque, la richiesta di consulenza avanzata dalla correntista e incaricava il consulente d’ufficio di svolgere le proprie verifiche solo sulla base della documentazione in atti.  Il consulente depositava l’elaborato definitivo che, però, non veniva ritenuto attendibile dal giudice.

Il magistrato, infatti, precisava che “La scarsezza degli estratti conto, (…) ha fatto sì che il risultato fosse considerato dal medesimo consulente, pure scrupolosamente attenutosi al quesito reso, non attendibile” e rigettava la domanda per mancato assolvimento dell’onere probatorio di parte attrice

Sul punto, il dott. Fucito, chiariva che, sebbene la mancanza di alcuni estratti conto non incida sul merito della domanda, potendo il correntista in tal caso godere della ripetizione delle sole rimesse per il cui versamento ha dato effettiva prova, resta preclusa allo stesso la possibilità di chiedere per i periodi non sostenuti dagli estratti conto alcuna restituzione di importi indebiti.

Infine, veniva ribadito, sulla scorta della giurisprudenza maggioritaria, che la c.t.u. non è uno strumento idoneo a sanare l’inosservanza dell’onere probatorio gravante su colui che agisce in ripetizione.

Alla luce delle suesposte considerazioni il Tribunale rigettava la domanda attorea per difetto di allegazione, con condanna al pagamento delle spese processuali in favore della Banca convenuta.

Tribunale di Nocera Inferiore, 18 settembre 2017, n. 1326

Valentina Vitali – v.vitali@lascalaw.com

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