Procura alle liti rilasciata all’estero

La Cassazione ha precisato che la procura alle liti, rilasciata all’estero e utilizzata in un giudizio che si svolge in Italia è disciplinata dalla legge processuale del nostro Stato. Sul tema si è espressa la Cassazione di Cassazione con la recente ordinanza n. 8174/18, depositata il 4 aprile.

Il Giudice di Pace di Firenze accoglieva l’opposizione di un cittadino tedesco avverso il verbale di contravvenzione al codice stradale. L’opponente lamentava l’inesistenza della notifica dell’atto amministrativo effettuata a mezzo posta e non con le modalità previste dalle convenzioni internazionali per le notifiche l’estero.

In secondo grado, il Tribunale accoglieva l’appello del Comune e, ribaltando la decisione di prime cure, rigettava l’opposizione: secondo il Tribunale, nel caso di specie, non doveva applicarsi la disciplina per gli atti amministrativi in generale prevista dalla Convezione di Strasburgo, ma l’art. 201 c.d.s., che consentiva la notifica a mezzo postale.

Avverso la decisione di merito l’opponente propone ricorso per cassazione.

Il Supremo Collegio ha ricordato che occorre che il diritto straniero conosca gli istituti italiani e “li disciplini in maniera non contrastante con le linee fondamentali che lo caratterizzano nell’ordinamento italiano e che consistono, quanto alla scrittura privata autenticata, nella dichiarazione del pubblico ufficiale che il documento è stato firmato in sua presenza e nel preventivo accertamento dell’identità del sottoscrittore”.

Evidenzia la Corte anche che l’art. 122, comma 1, c.p.c. prescrive l’uso della lingua italiana ai soli atti endoprocessuali e non agli atti prodromici (come la procura); tuttavia per quest’ultimi deve comunque essere garantita “la traduzione in lingua italiana a mezzo esperto”.

Tanto premesso, nella fattispecie la procura rilasciata all’estero doveva essere corredata non solo della traduzione, ma doveva essere allegata anche l’attività certificativa di attestazione delle conformità svolta dal notaio. Per queste ragioni non vi sono dubbi, secondo la Corte, “il mancato espletamento di tale adempimento comporta la nullità della procura”.

Cass., Sez. VI – 2 Civ., 4 aprile 2018, n. 8174 (leggi l’ordinanza)

Valeria Bano – v.bano@lascalaw.com

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