Procura alle liti, chi l’allega la vince

Si considera valida, la procura alle liti rilasciata all’avvocato, anche se non sia materialmente congiunta all’atto a cui si riferisce, purché sia depositata congiuntamente all’atto stesso.

Così hanno stabilito le Sezioni Unite della Cassazione, con la sentenza n. 26338/2017, in accoglimento del ricorso presentato da un avvocato avverso la decisione del Consiglio Nazionale Forense per una sanzione disciplinare, confermando che la procura alle liti rilasciata su foglio separato, seppur non congiunta materialmente all’atto a cui si riferisca, è valida anche ai sensi dell’art. 83 c.p.c.

Lo stesso articolo, infatti, espressamente dispone che la procura speciale al difensore, può essere anche apposta in calce o a margine della citazione, del ricorso e, in generale, dell’atto a cui si riferisca.

In tali casi, la procura in calce o a margine «è per sua natura mandato speciale, senza che occorra per la sua validità alcuno specifico riferimento al giudizio in corso ed alla sentenza contro la quale si rivolge, poiché in tal caso la specialità del mandato è deducibile dal fatto che la procura al difensore forma materialmente corpo con il ricorso od il controricorso al quale essa si riferisce» (Cass. civ. Sez. lavoro, 03-07-2009, n. 15692).

In alternativa – prosegue l’art. 83 c.p.c. – «la procura si considera apposta in calce anche se rilasciata su foglio separato che sia però congiunto materialmente all’atto cui si riferisce».

Si equipara, così, la procura in calce o a margine a quella apposta su foglio materialmente congiunto all’atto introduttivo, la quale, «come quella a margine, è sempre speciale, riferendosi comunque al processo cui accede, non rilevando la diversità dei caratteri a stampa dei due atti, né altri requisiti di forma nessuno dei quali è prescritto a pena di nullità» (Cass. civ. Sez. I, 14-11-2011, n. 23777).

Ma già nel 2009, la Cassazione aveva chiarito che il requisito della materiale congiunzione, di cui all’art. 83 c.p.c., «tra il foglio separato, con il quale la procura sia stata rilasciata, e l’atto cui essa accede, non si sostanzia nella necessità di una cucitura meccanica, ma ha riguardo ad un contesto di elementi che consentano, alla stregua del prudente apprezzamento di fatti e circostanze, di conseguire una ragionevole certezza in ordine alla provenienza dalla parte del potere di rappresentanza ed alla riferibilità della procura stessa al giudizio di cui trattasi» (Cass. civ. Sez. lavoro, 27-05-2009, n. 12332).

Definitivamente pronunciandosi, le Sezioni Unite con la sentenza in esame, hanno confermato quindi la validità della procura alle liti rilasciata su foglio separato, e non congiunto materialmente all’atto a cui si riferisca, purché depositata unitamente allo stesso.

Nel caso concreto, «il rilievo formale si risolveva in un vizio da equiparare a una sorta di errore

materiale, sussistendo la certezza della data e del riferimento alla pronuncia impugnata (specialità) e l’inequivocabile certezza della provenienza degli atti dalla parte ricorrente.

La procura era quindi da ritenere esistente e il ricorso poteva essere esaminato nel merito» (Cass. S.U., sentenza n. 26338/2017).

Cass., Sezioni Unite, 07/11/2017, n. 26338 (leggi la sentenza)

Barbara Maltese – b.maltese@lascalaw.com

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