Il primo appuntamento non basta

Il Tribunale di Roma, confermando la sua linea in punto di mediazione delegata, ribadisce come non sia sufficiente il primo incontro informativo. Inoltre, è ritenuta fondamentale la presenza personale delle parti.

Con l’ordinanza del 5 ottobre 2017 il Giudice ha precisato tali principi, sebbene gli stessi non siano accolti uniformemente sul territorio nazionale.

Il Tribunale ha innanzitutto evidenziato come il perseguire la strada della mediazione per risolvere la controversia è vantaggioso per le parti, sia sotto il profilo delle tempistiche, sia sotto il profilo economico-fiscale. Pare evidente il richiamo alla funzione deflattiva svolta dai procedimenti di mediazione nei confronti della macchina della giustizia civile.

Dopo tale avvertimento generale, entrando nel merito, ha affermato: “va infine avvertito che ai sensi e per l’effetto del secondo comma dell’art. 5 decr. legsl. 28/10 come modificato dai D.L.69/13 è richiesta l’effettiva partecipazione al procedimento di mediazione demandata, laddove per effettiva si richiede che le parti non si fermino alla sessione informativa e che oltre agli avvocati difensori siano presenti le parti personalmente e che la mancata partecipazione (ovvero l’irrituale partecipazione) senza giustificato motivo al procedimento di mediazione demandata dal giudice oltre a poter attingere alla stessa procedibilità della domanda, è in ogni caso comportamento valutabile nei merito della causa”.

In aggiunta, per spingere le parti a partecipare con spirito propositivo e risolutivo alla mediazione, il Giudice ha stabilito che, in caso di mancato accordo, le parti alla successiva udienza potranno richiedere “di fissare quali siano state le loro posizioni a riguardo, anche al fine di consentire l’eventuale valutazione giudiziale della condotta processuale delle parti ai sensi degli artt. 91 e 96 comma III c.p.c. (norma applicata dal Giudice nel caso di ingiustificata mancata partecipazione di mediazione)”.

Nel prosieguo dell’ordinanza viene dato, ai difensori delle parti, l’esplicito incarico di informare i propri assistiti della necessità di partecipare effettivamente e di persona, assistiti dai rispettivi avvocati, al procedimento di mediazione. Ciò senza mancare di informare le parti che “l’esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda ai sensi dell’art. 5, co. II e che ai sensi dell’art. 8 dec. lgs. 28/10 la mancata partecipazione senza giustificato motivo al procedimento di mediazione comporta le conseguenze previste dalla norma stessa; nonché dall’art. 96 co. III cpc”.

All’esito di una così netta posizione, che si inserisce già in un preciso solco seguito dal Tribunale di Roma – e che non trova, però, riscontro uniforme sul territorio nazionale – sarebbe forse opportuna una presa di posizione chiarificatrice da parte del legislatore.

In un’ottica di uniformità di applicazione delle norme, pare infatti criticabile che la partecipazione personale delle parti all’incontro di mediazione e la prosecuzione oltre il primo incontro siano pesate in maniera disomogenea dai vari Uffici Giudiziari.

Tribunale di Roma, ordinanza del 5 ottobre 2017 (leggi la sentenza)

Angelo Pasculli – a.pasculli@lascalaw.com

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