Primi in Europa nel ricorso alla mediazione

All’Italia il primato di unico Stato nell’ambito del quale il ricorso alla mediazione è di sei volte superiore rispetto al resto dell’Europa.

E’ quanto riconosciuto dal Parlamento Europeo, nella Risoluzione sull’attuazione della direttiva 2008/52/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 21 maggio 2008 in materia di mediazione civile e commerciale, approvata il 12 settembre 2017, il quale, nel tracciare un bilancio generale sull’applicazione di tale procedura, ha attribuito all’Italia una maggiore diffusione nel ricorso alla mediazione, nonostante, in generale, gli obiettivi prefissatisi dalla citata direttiva non risultano raggiunti.

La mediazione, infatti, “è utilizzata mediamente in meno dell’1% dei casi nei tribunali della maggior parte degli Stati membri”.

Tale primato è probabilmente da attribuire alla scelta effettuata dal nostro ordinamento di rendere obbligatorio il ricorso a tale procedura per determinate materie, obbligatorietà che costituisce un tema sul quale discutere, atteso che, così come comprovato anche dai risultati raggiunti nel nostro paese, è l’approccio coercitivo ad avere determinato una maggiore promozione della mediazione.

Poiché tale scelta è lasciata alla libera determinazione dei singoli Stati, il Parlamento europeo, con la menzionata risoluzione, ha inviato gli Stati membri “a profondere maggiori sforzi per incoraggiare il ricorso alla mediazione nelle controversie civili e commerciali, anche attraverso opportune campagne di informazione che forniscano ai cittadini ed alle persone giuridiche informazioni adeguate e complete sulla validità della procedura e sui suoi vantaggi in termini di economicità dei tempi e delle spese, nonché per assicurare una migliore cooperazione tra i professionisti della giustizia a tal fine” confermando, in ogni caso, che tale procedura costituisce uno strumento utile per alleviare il carico dei sistemi giudiziari anche in considerazione dell’eccessiva durata dei procedimenti giudiziari.

Sebbene dal bilancio generale tratteggiato dal Parlamento europeo, il ricorso alla mediazione viene individuato quale strumento utile e quanto più opportuno alla risoluzione delle controversie, non si può fare a meno di rilevare che, a ben vedere, la rilevanza della suddetta procedura risulta rapportata, per converso, alla eccessiva durata dei procedimenti giudiziari.

E’ auspicabile, pertanto, che la maggiore diffusione del ricorso a procedimenti alternativi di risoluzione delle controversie si accompagni alla risoluzione delle inefficienze, soprattutto in termini di lungaggini, che i sistemi giudiziari presentano.

Risoluzione del 12 settembre 2017 sull’attuazione della direttiva 2008/52/CE (leggi la risoluzione)

Alessandra Sangrigoli – a.sangrigoli@lascalaw.com

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