Prezzo restituito al compratore per difetti sull’auto nuova.

Il giorno successivo alla consegna di un’automobile nuova, il proprietario rilevava la presenza di anomalie. Citava, dunque, in giudizio la concessionaria, chiedendo che fosse dichiarata la risoluzione del contratto per inadempimento della venditrice, con condanna alla restituzione del prezzo.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 24731/16, ribadendo un ormai consolidato orientamento della giurisprudenza sul punto, ha evidenziato che ai fini dell’inadempimento del contratto di compravendita, è sufficiente che il compratore alleghi l’inesatto adempimento o la presenza di vizi tali da rendere la cosa inidonea all’uso al quale è destinata o ne diminuiscano il valore, mentre è onere del venditore dimostrare, anche mediante presunzioni, che la cosa consegnata sia conforme alle caratteristiche del tipo prodotto, ovvero la regolarità del processo di fabbricazione o di realizzazione del bene. Ciò in quanto il venditore è debitore di un’obbligazione di risultato e vale nei suoi confronti il principio di vicinanza o riferibilità della prova.

Nel caso di specie, mentre il compratore aveva provato che l’automobile presentava delle anomalie a distanza di un giorno dalla consegna – circostanza che faceva logicamente presumere che quei vizi fossero presenti già al momento della vendita -, il venditore non era stato in grado di fornire un’altrettanto adeguata prova contraria.

La Suprema Corte ha altresì sostenuto che la riconoscibilità dei vizi del bene oggetto di compravendita consiste in un apprezzamento di fatto, e, pertanto, tutto ciò che non riguarda  il procedimento logico seguito o i principi di diritto presupposti è sottratto al sindacato in sede di legittimità.

Quanto, poi, alla gravità dell’inadempimento ai fini della valutazione della risoluzione di un contatto a prestazioni corrispettive, la sua valutazione è una questione di fatto ed è pertanto rimessa al prudente apprezzamento del giudice di merito, insindacabile, dunque, in sede di legittimità, ove sorretta da congrua motivazione e priva di vizi logico-giuridici.

Serafina Cefola – s.cefola@lascalaw.com

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